Ok, ho visto un capolavoro e lo voglio recensire. Ma c'è un problema, dopo averlo visto nella mia testa riecheggia soltanto una parola: troie.

Ci provo comunque.

Sinossi:

Due troie passeggiano per una città, vedono un night e riescono a entrare in pieno giorno facendo vedere un po' di puppe a uno dello staff.

Il tipo dello staff fa il gallo e offre subito una bottiglia di champagne, le troie del locale intanto avvertono le nuove arrivate di rispettare l'anzianità.

Entro breve il troieggiamento degenera senza soluzione di continuità, alle 4 del pomeriggio spunta un dj e sul palco si alternano balletti di troie seminude a caso, tutti si spogliano, compreso un cameriere che sotto la camicia aveva già pronta una mise frocissima.

I 9 minuti del cortometraggio sembrano un interminabile preludio di una scena hard di un porno anni '90, il crescendo sarebbe perfetto se da dietro al palco spuntasse Ron Jeremy che si da un bacio sul cazzo e si sbatte le presenti a due per volta, invece spunta il tipo dello staff che si autoproclama superstar della serata e mette in scena un balletto che ti fa temere che il cameriere con la mise frocissima gli si avventi addosso.

Poi arriva un signore elegante con una troia straniera a braccetto e fa la morale.

Fine.

Un lavoro questo della Del Santo traboccante di quel buongusto che è alla base di Darwinite, perché sì, vanno bene le puppe e i culi, ma quanti ce ne sono al mondo di puppe e culi? Un'infinità, tanto che non ci giriamo nemmeno più a guardarli per strada.

Ma c'è una cosa che fa sì che un bel culo possa distinguersi dalla massa: un tempo si chiamava troiaggine ma se fai outing e ci aggiungi una buona dose di buongusto diventa sano esibizionismo e funziona tantissimo.

E qui c'è tanto di quel buongusto da fissare questo lavoro nelle menti di chi lo vede in maniera indelebile.

Brava Lory, hai imparato tanto dall'Isola dei Famosi, si vede.



Grazie a Patrizio per la segnalazione.

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