La grande passione degli indiani verso il cinema è nota, a Bollywood vengono prodotti più film che in qualsiasi altra parte del mondo, ma qui in europa non arriva praticamente niente e l'India al cinema è conosciuta per cose come The Millionaire di Danny Boyle, che la racconta alla maniera occidentale.

Non è certo un rifacimento di un film indiano, ma girato interamente in India con omaggi al cinema locale racconta di un ragazzo della baraccopoli che cresce nella merda, poi un giorno subentra il culo e in una trasmissione televisiva può diventare molto ricco.
La polizia non ci crede perché è povero e quindi fondamentalmente un poco di buono, di conseguenza lo interroga.
Non riesce ad incastrarlo, quindi torna in televisione e fa il culo a tutti, diventando milionario.
La speranza esiste per tutti e si chiama televisione, anche in India.

Ma quando invece succede il contrario, cioè sono gli indiani a prendere in mano la cultura occidentale, cosa succede?


The Matrix:

Non serve agilità, ma potenza. In questo modo le pallottole si possono respingere di petto e possono continuare a fare il loro mestiere.



Superman:

Siamo davanti a qualcosa di fantastico, dalla realizzazione tecnica al concetto, Superman vola e mentre lo fa balla, è insieme all'uomo ragno che però ha cambiato sesso.
I poveri abitanti del pianeta terra sembrano dover portare pazienza ed attendere la fine dei balletti per essere soccorsi dal loro paladino.



Michael Jackson:

Parliamo del re del pop, che nella terra dei film di 4 ore con percentuali di balletti superiori al 70% non può che essere omaggiato nel migliore dei modi.
La dentiera da vampiro del protagonista è di quelle di carnevale ma poco conta.



Rambo:

I migliori acrobati indiani al servizio del regista per questo capolavoro, Rambo in versione indiana riesce ad arrivare dove non ti aspetti.
Non era facile riuscire a fare di più di Stallone nel ruolo che forse più gli è calzato a pennello in tutta la sua carriera, ma il John Rambo indiano dimostra un' inventiva sopraffina mescolata ad un'agilità degna del Circ du Soleil ed una resistenza al dolore pari a Stallone, Schwarzenegger, e Bud Spencer insieme.
La scena della tortura dell'arrotamento con le motociclette lo dimostra.
Epico il finale con l'uccisione del boss nemico a bazookate nella testa.
E se dico bazookate intendo bazookate.



In conclusione possiamo dire che gli indiani non sono certo questi fedeli cronisti della realtà, ma sicuramente la fanno meno pallottolosa di Danny Boyle.

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