Le nuove, meravigliose, parafrasi delle poesie italiane più importanti della storia

Ad un anno esatto dalla scoperta di Clage Gecla, il geniale autore delle parafrasi più belle mai sentite, mi sembra obbligo dedicargli un secondo post, dato che la sua attività si è tutt'altro che fermata.
Le sue spiegazioni delle poesie più importante della letteratura italiana sono quanto di più perfetto si possa immaginare, perché la sua visione è data da quella cosa che i poeti, purtroppo per loro, non hanno: la razionalità.
Se ce l'avessero, molto probabilmente le loro poesie non esisterebbero, ma sicuramente avrebbero vissuto molto meglio. Lo dico per loro, perché la poesia è spesso l'esternazione di un disagio che, grazie a un briciolo di razionalità in più, potrebbe avere dimensioni ben diverse. Eh, facile direte voi, te non sei un poeta. Lo so.

Prima di entrare in un giro di schiaffi più grande di me, dove sarebbe sempre più palese quanto non capisca un cazzo di poesia, lascio la parola a lui, che nella sua ambientazione iperminimalista riesce in pochi minuti a dire di più di quanto non riuscirei io in tutto il giorno.

La prima delle nuove parafrasi che vi propongo è LA CANZONE DI LEGNANO  di Giosuè Carducci:



Poi, sempre di Carducci, SAN MARTINO:



A ZACINTO di Ugo Foscolo, o Foscoli, come lo chiamava qualcuno.


Poi di nuovo Carducci con Piemonte.



Infine vi ricordo i vari link per rimanere in contatto con lui, comincio dalla pagina Facebook che ha pochissimi like, decisamente troppo pochi, e poi il canale Youtube, che è la cosa veramente importante, dove potete trovare molto altro, per non parlare di quello che arriverà e che nessuno ancora conosce. Iscrivetevi, che un po' di cultura vi fa bene, bestie.