Il reportage di Darwinite a San Pietroburgo, Russia, Marzo 2018 pt.3

La seconda parte del mio reportage a San Pietroburgo si chiudeva con la mia visita al mercatino di Udelnaya, il più bello che abbia mai visto in vita mia. Per andarci ho usato la metropolitana, che merita una menzione nel racconto per la sua particolarità. È una metro molto antica, la prima linea risale al '35, anche se il progetto iniziò nel 1899. Non fu facile realizzarla, sia per le continue guerre che rompevano un po' il cazzo e sia perché in superficie c'è un po' troppa acqua, molti canali e un fiume, la Neva, che è tipo due volte il Po. Per questo la Metro di San Pietroburgo è considerata fra le più profonde al mondo, con la stazione di Admiralteskaya situata a 86 metri di profondità. Le scale mobili che portano ai treni sono infinite, ripide e in buona parte ancora rivestite in formica, materiale tanto caro al comparto ex sovietico. La foto qui sotto è dal basso, ne avevo fatte anche dall'alto ma non riesco a trovarla e prima di interpellare quella cinquantina di santi metto questa.



Tutte sono guardate a vista da un guardiano che sta in uno sgabuzzino nella parte bassa, e non stacca mai gli occhi dalle scale. Le stazioni possono essere di due tipi: sontuosa o post atomica. Quella sontuosa spesso assomiglia a una tomba, o nei casi più esagerati alla basilica di San Pietro, quella post atomica è un corridoio con ai lati una serie di porte in ferro che corrispondono a quelle del treno e che si spalancano a treno arrivato facendo fuoriuscire un flusso di persone come nei migliori film dove si scappa da un gas mortale. Purtroppo, ve lo dico subito, non ho foto di questo tipo di stazioni. Ero convinto di averle fatte ma non riesco a trovarle, potete pure offendermi. Delle altre invece ne ho diverse, ecco subito qui sotto un esempio di panchina-mausoleo


Parete in ottone a squama di pesce alla fermata di Piazza Alexander Nevskij.


Kirovskij Zadov è la stazione che celebra le officine vicine Kirov, che producevano carri e trattori. Un po' come se a Milano avessero dedicato una stazione alla Same. Nella foto non si vede molto bene ma nei bassorilievi sui capitelli sono raffigurati attrezzi da officina.


Siamo sulla linea rossa, la più antica, e nel primo tratto inaugurato, scendendo verso sud la fermata dopo è Avtovo, il vecchio capolinea, dedicata alla liberazione della città. Poco più giù ai tempi si trovava il fronte tedesco, e data la solennità dell'evento non hanno lesinato con lo sfarzo. Colonne, lampadari da cinque quintali l'uno, bassorilievi ovunque. Qui non si è davvero badato a spese.




Se vi state chiedendo di cosa sono fatti i bassorilievi sulle colonne, sono di vetro.


Il termine "ostentazione" probabilmente nasce in questa fermata della metro. Per non farsi mancare niente ci hanno schiaffato anche un mosaico di 5 metri per 5


Non ho visto altre fermate di questo tipo, la metro a San Pietroburgo è molto efficiente ma ha il difetto di avere le fermate molto distanti fra loro, minimo c'è un chilometro fra una e l'altra, ma si arriva anche a tre, per questo visitarle tutte è impossibile, vanno troppo fuori dalle zone interessanti e il tempo non è mai abbastanza. Ho però fatto un rallenty di un treno che arriva, un paio di minuti di quotidianità sanpietroburghese che sarebbe sfuggita in pochi secondi di casino indecifrabile.
  

Bene, adesso scendiamo dalla metropolitana per andare a vedere un bel museo, quello di zoologia, che si trova sull'isola Vasijlievski. Esiste da quando esiste la città, fu fondato da Pietro il Grande nel 1714 e nel 1742 fu presentato il primo catalogo. Da allora il museo, che è parte dell'istituto zoologico, ha continuato a espandersi senza smettere mai, soprattutto nell'era pionieristica del 1800, che ha portato al museo tanto di quel materiale da non riuscire ad esporlo tutto. Anche troppo materiale, e molte di queste povere bestie, viste ai giorni nostri, sono un concentrato di bruttezza e comicità inconsapevole. È quasi certo che all'epoca non avessero idea di come fossero in vita certi animali, e se chi li imbalsama non li ha mai visti in piedi difficilmente riuscirà a fare un buon lavoro. Dico questo dopo aver letto la spiegazione dell'ippopotamo della Specola di Firenze, che pare imbalsamato da David Lynch per allenarsi per Ereserhead, perché in questo museo non c'è niente che non sia scritto in cirillico a parte (a volte) l'essenziale. Poi, se negli anni gli dai anche qualche verniciatina per rinfrescarli, allora addio, sembrano di cartapesta.

Iniziamo il nostro simpatico tour nella zoologia incontrando questa adorabile elefante marino, che ci guarda dritti negli occhi. (Sullo sfondo uno scheletro di balenottera azzurra vero, impossibile da fotografare tutto insieme per le sue dimensioni)


Dicevamo: che ci guarda.


Qui è già ben visibile lo strato di vernice che si percepisce su molti esemplari, ma più avanti vedremo meglio. 

Se siete amanti dei cani, ci sono quasi tutti, disposti in più piani in teche enormi su più piani.


Dai piccola Olga, andiamo al museo a scegliere il cane per il tuo compleanno.


Questo sotto non è uno stronzo di lupo, ma una comunissima talpa europea che non è stata posizionata nel modo migliore.


Le foche, dicevamo. Qui ce ne sono diverse altre decine, con sullo sfondo un dipinto di foche che fanno il bagno nel mare. Un gioco di prospettiva geniale che le fa sembrare ancora di più di quante in realtà non siano. 


Molte razze sono presenti in così tanti esemplari che non puoi non pensare alla strage, ma i russi non ci fanno caso, anzi pare che siano venuti allo zoo.
Stessa sorte per i carinissimi pinguini di non so che razza, presenti a intere cucciolate.


Di orsi polari però ce ne sono rimasti pochi, mettiamocene un paio e basta. Intanto Vasilijev coglie l'occasione per farcisi una foto e loro sembrano dire "se fossimo vivi la foto te la farebbero alle ossa".


Dietro qualcuno fa segno di vittoria, la vittoria dell'evoluzione che vediamo nella prossima foto. Credo, dovrebbe essere l'evoluzione del embrione umano.


Non lo so, non me ne intendo e sono l'ultima persona in grado di parlare di queste cose, però non voglio pensare di essere stato questo mostro qui sotto nemmeno quando ancora non ero completamente sviluppato.


Una foto dell'Australia, giusto per dare un'idea della quantità di animali presenti.


Questo particolare qui sotto è quel problema di verniciatura del quale vi parlavo poco fa


L'elefante, che è stato verniciato di un sorprendente effetto fango comincia a scrostarsi.


I Siberia fu ritrovato un feto di Mammuth, potete vederlo mentre si fa una foto ricordo insieme al piccolo Ivan.


"Hei Sergeij, l'ha rigonfiato il mammuttino?" "No Pëtr, stavo spolverando la famiglia di pinguini!"


Veniamo adesso alla famiglia più sciagurata di tutto il museo, l'ho tenuta per ultima per ovvi motivi. Sto parlando dei pesci, in particolare degli squali, immortalati in condizioni spesso disperate.

Qui sotto un rarissimo esemplare di squalo miope:


Coppia di squali basiti davanti a chissà quale avvenimento delle profondità oceaniche.


Questo coso marcio qui non son riuscito a capire cosa fosse. Ha due bocche, ma forse una è un cedimento del tempo.


Attenzione perché adesso c'è il mio preferito: lo squalo terrorizzato.


Nello spavento ci mostra tutti i suoi problemi orali, compreso una terribile piorrea. In fondo un collega che non ha ancora capito cosa cazzo sia successo. 

Dopo di lui non posso farvi vedere niente di più brutto, quindi cambio argomento. Una cosa da non perdere quando si va in Russia sono i minimarket, sono aperti giorno e notte e disseminati ovunque, e offrono un corollario di viveri di tutto rispetto.

Cominciamo con questa combo di sottomarche: Kinder e Duplo incrociato col Kit Kat


Una cosa che pare essere un classico sono le pareti di maionese, che collocano i russi ai vertici fra i consumatori di maionese mondiali. Ruolo che pensavo ricoprissero gli svedesi con un grosso gap sui secondi.


Ce ne sono di molte qualità, come quella all'avocado o con le uova di quaglia.


L'immagine della pasta è spesso affidata a improbabili personaggi, il mio preferito è questo tipo dai capelli brizzolati che sembrano colati in testa che è in una posa diversa per ogni tipo.


Anche se, va detto che non è assolutamente niente se messo di fronte alla PASTA PAN-MAC


L'ennesima, meravigliosa, contraffazione che si trova anche all'uovo:


La fattoria degli animali in scatola, se avvicinata alla tomba di Orwell riesce a farlo tornare in vita per pochi istanti.


E se esistono pareti di maionese, figuriamoci se non esistono quelle di vodka.


Ce ne sono decine di marche diverse in ogni market, e in alcuni si trovano pregevoli formati come lo shot monodose, che ho immediatamente comprato. È un bicchiere di vetro con un tappo, l'ho fotografato accanto a un accendino per farvi capire che dimensioni ha uno shot per i russi.


Infine, anche qui si trovano dei giocattoli, e poteva mancare il lego contraffatto? Direi proprio di no, e ancora una volta si tratta di lego da guerra, con tanto di giubbino anti proiettile e bazooka. Le sue dimensioni sono assolutamente incompatibili con qualsiasi altro lego, ma che importa, questo deve solo uccidere e devastare.


Il mio soggiorno a San Pietroburgo sta per finire, nevica di nuovo e mentre cammino intravedo in una corte interna un murales che non passa inosservato.


Non so cosa rappresenti né chi l'abbia fatto, so solo che è bellissimo.

L'ultima sera è quella delle elezioni, Putin sembra proprio che potrebbe farcela nuovamente.


Non volevo essere scaramantico, ma sentivo che il margine sarebbe potuto bastare per fargli conquistare il quarto mandato. Anche lui sembrava fiducioso, infatti a un'ora dall'inizio dello spoglio stava già parlando in televisione da vincitore.

È il momento di tornare a casa, chiamiamo per l'ultima volta Uber ed è lei a riportarci all'aeroporto:


Giusto per farmi capire che si, San Pietroburgo è bellissima con la neve, ma se ci torno quando è estate potrebbe essere ancora più bella. Infatti credo proprio che ci tornerò e, se volete darmi retta, andateci anche voi.


Grazie per l'attenzione, se per caso siete capitati qui senza aver visto le puntate precedenti e vi va di leggere potete trovare qui la prima puntata, e qui la seconda, e grazie nuovamente a Enrico, guida preziosa per queso breve soggiorno.