Ero un ragazzino e sul finire degli anni '80 frequentavo il circolo del paese come chiunque dalle mie parti. Si stava bene, la gente era pacifica e stava a parlare tutto il giorno di qualsiasi cosa gli passasse per la testa, non come adesso dove tutti stanno al cellulare, come dicono quelli che ancora vanno al circolo.
Si stava bene, c'era solo quello.
Parlando tutti i giorni di tutto, gli argomenti spaziavano tantissimo. Così tanto che anche l'argomento calcio andava ad esaurirsi. Le partite si giocavano in un solo giorno e anche a volerla fare lunga più del dovuto, il mercoledì rimaneva poco da dire. Poi erano tutti per la Fiorentina e di coppe europee non se ne sentiva parlare praticamente mai. Servivano quindi argomenti importanti, e più lo erano e meglio era per tutti, tanto non è che poi arrivava quello che controlla su Wikipedia. Vinceva quello che si poneva meglio, a meno che la discussione non si accendesse nei toni, perché in questo caso vinceva quello che vociàva di più.

È proprio in questo ambiente dove io, più o meno intorno alla decina, ho sentito parlare per la prima volta del Professor Stronzo Bestiale. Stavano parlando di nomi strani, e uno dei personaggi storici esordì con questa storia. Vi giuro che, nonostante di solito pendessi dalle labbra di quei tuttologi in grado di affrontare qualsiasi argomento, dal giro del mondo al trapianto dell'uccello, come amavano dire loro, quella volta la mia fiducia di ragazzino alle porte della prima sega vacillò. Non riuscivo a non ridere nonostante mi sforzassi di concentrarmi su questo signore che, dopo un'infanzia terribile a causa di un nome terribile dato da genitori terribili, era riuscito a emergere nel mondo della scienza. A me, a sentire rammentare Stronzo Bestiale, veniva in mente uno stronzo bestiale appoggiato dentro un cesso o sotto a un albero o da qualsiasi altra parte, il quale ritrovamento avrebbe creato solo incredulità e risate, per poi essere raccontato il giorno dopo al bar, fra le risate di tutti e le offese di chi si sarebbe rifiutato di crederci.

Invece no, il Professor Stronzo Bestiale esisteva veramente, ed era un luminare della scienza, non uno stronzo qualunque. Non chiedetemi di preciso quale fu la fonte del tuttologo del bar, e come ne abbia tratto le sue conclusione, certo è che il 22 dicembre 1987 ne parlò Repubblica. In che ramo poteva operare, il professore? Nessuno l'ha mai detto. Era un luminare, poco importava in quale settore. Non si diventa luminari se si è degli stronzi, e questo bastava a lavare via ogni altro dettaglio.

Sono rimasto con questo ricordo fino a poco tempo fa, quando mi è venuto in mente di usare internet per vedere se realmente c'è qualche traccia del Professore. Ebbene, non ci crederete ma una delle prime immagini che escono su Google è questa:

 

Sì, il Professor Stronzo Bestiale esiste veramente, in qualche modo. Questa maglietta parla proprio di lui.
La sua storia arriva direttamente dal 1987, periodo nel quale ne sentii parlare, e con pochi click si scopre che si tratta di un fisico (ecco uscire allo scoperto il ramo del luminare) palermitano che ha firmato alcune ricerche pubblicate:

(fonte qui, qui e qui)

Al bar avevano ragione? Sarebbe una scoperta più grande del batterista nano e senza braccia di Berlino, al quale a suo tempo mi ero rifiutato di credere. Però no, vi dico subito che la faccenda è diversa, e il sito Parolacce spiega benissimo com'è andata.
In pratica siamo davanti a una trollata primordiale e gigantesca, che all'epoca passò dalle anche dalle nostre cronache nazionali.
A metterla in atto fu un vero scienziato, Vito Tartamella, autore del post, spiega di aver scritto direttamente a William G. Hoover, uno dei firmatari degli studi qua sopra, e lui gli ha risposto spiegando tutto.

La faccio breve: dopo aver scritto e presentato diversi studi, si vide rifiutare le pubblicazioni dai revisori di alcune importanti riviste scientifiche, a causa del conservatorismo degli scienziati dell'epoca di fronte a scoperte troppo innovative. Il giramento di coglioni è sacrosanto.
Nello stesso periodo gli capitò di avere due italiane vicine di posto su un volo per Parigi, che non contravvenendo alla nostra proverbiale finezza parlavano fra sé dicendo di continuo che stronzo e STRONZO BESTIALE. Parole che rimasero bene impresse nella mente del ricercatore, tanto che se le volle far tradurre da un suo collega italiano. Una volta capito il significato decise che erano perfette per dare il nome a un coautore immaginario per suoi paper, che ripropose agli stessi cambiando il titolo, e che questa volta gli pubblicarono. Sono i tre screenshot qui sopra.

La cosa fece venire un travaso di bile alla comunità scientifica italiana e mise a nudo le fragilità dei sistemi di revisione delle ricerche. In tutto questo tempo il metodo potrà essere cambiato, o forse no, non ho gli strumenti per poterlo dire, ma quello che questa faccenda ci dimostra è che la scienza ha gli strumenti per mettersi in discussione da sola. Le stesse persone che la fanno sono le prime a conoscerne i limiti, e ad ingegnarsi per trovare nuove armi e cambiare direzione. 
Tutto il resto invece, tutti quei fenomeni che troviamo ad ogni angolo della strada e che vorrebbero far credere di essere in grado di prendere in mano qualsiasi studio fatto, passato e presente, per metterlo in dubbio grazie alle proprie ricerche dettate dalla passione per il sentirsi furbi, sono utili alla causa come un condor che si infila dentro il motore di un aereo a novemila metri di quota.
Dal loro punto di vista può aver bloccato una sciakimika, ma nella realtà dei fatti ha ammazzato cinquecento persone.

Eccolo, William G. Hoover in questa foto insieme alla sua signora:


È l'autore di uno scherzo epico, nato quando internet era ancora in età gestazionale e in grado di resistergli anche oggi che è adulto e in grado di partorire e nutrire intere orde di idioti.

Intanto al bar è tutto ancora uguale, le uniche differenze sono cose di poco conto come le gambe del tavolo da ramino scolorite dalle punte delle scarpe dei giocatori, dietro al banco ci sono ancora quelle bottiglie di amari più amari del veleno che tirammo fuori di cantina quando furono cambiati gli arredi a metà anni '90. Se i vecchi le avevano messe via ci sarà pur stato un motivo, ma il mobile era molto più grande del precedente e andava riempito, poco importa se fanno schifo.
I vecchi sanno sempre cosa è meglio fare, e sanno anche che le cazzate che dici al bar, poi rimangono al bar. Non le raccontano nemmeno a casa, perché poi le mogli gli danno di stupido un'altra volta. Non hanno il cellulare, non le scrivono al mondo intero. Sono cazzate, vanno prese per quello che sono.

Per leggere la storia e la lettera completa di Hoover sulla vicenda Stronzo Bestiale vi invito di nuovo ad andare su Parolacce, dove troverete tutti i dettagli.

Può interessarti anche: