Una buona parte del successo di una pietanza è dato dall'occhio, e i ristoratori lo sanno. Un piatto ben aggiustato e bello da vedere dà al cliente una buona impressione fin da prima di mangiarlo, a quel punto l'aspettativa è già in gran parte soddisfatta. Poi magari stai mangiando un piatto di fagioli dell'Esselunga con tre gamberi indonesiani appoggiati sopra, ornati con una spruzzata di aceto bollito che molti amano chiamare balsamico, ma quando uno è contento basta e avanza.

A un certo punto però anche l'accomodatura della pietanza stessa non bastava più, per questo molti ristoratori si sono inventati il piatto creativo, inteso proprio come supporto del cibo. Qualche anno fa iniziammo a vederci servire l'affettato su dei taglieri, che poi sono diventati uno standard. Allora alcuni cominciarono a variare la forma di questi taglieri, fino ad arrivare a pezzi di legno grezzi, o cortecce come se stessimo mangiando nella giungla. Ma la creatività dell'uomo non ha limiti, è una cosa risaputa, e dai primi taglieri di legno ne è stata fatta di strada, passando per lastre di pietra lavica con sopra uova al tartufo e barattoli per la conserva pieni di tiramisù, si è arrivati a inventarsi cose come quelle che vedete qui sotto:


Cominciamo col botto: delle schiacciate ripiene servite in un lavandino, con condimenti disposti nel portasapone. Immagino che dal rubinetto esca la maionese.


È il cucchiaio di un gigante che sta attingendo da un piatto ancora più grande? No, è una grigliata mista servita dentro a una pala.


Un cocktail dentro una mini vasca da bagno. Ti obbliga a sorbirlo esclusivamente appoggiato sul tavolo, altrimenti va tutto per terra. Però vuoi mettere, c'è anche la paperella.


Uova servite direttamente nel nido. Peccato che le galline non lo facciano, il nido.


Una carriola a scomparti che porta tutta la cena in una botta sola. La spinge un nano, a giudicare dalle dimensioni.


Se l'hamburger pugnalato è ormai un classico di qualsiasi ristorante che faccia hamburger non convenzionali, il pugnalamento sopra a un vaso pieno di sbobba beige a strisce è sicuramente un bella novità.


Cresta di zucchero filato rosa servita su una testa di cavallo, nemmeno al Padrino avevano osato tanto.


Dalla corea ci insegnano che si possono servire dei panini su teste di maiale di terracotta.


Niente di più semplice: una scodella per cani.


L'accrocchio di gamberi avvolti nel gambo di un calice rovesciato, che contiene un'insalatina scondita e sostiene mezzo limone. Per mangiarlo senza smerdarsi non basta nemmeno bestemmiare tutti i santi del calendario.


Quella che potrebbe essere anche una cipolla caramellata è servita su un cuscino, forse mangiarla sul pavimento sarebbe più igienico.


Ancora un hamburger pugnalato, questa volta servito dentro una sportiva decappottabile in stile anni 50.


L'astrattismo in cucina: pangrattato e chicchi d'uva serviti insieme a un'infradito dell'Italia. Buongusto, sapore e patriottismo in una botta sola.


Ostriche, già di per sé orribili per la loro consistenza identica al moccico, servite con tre lampadine ripiene di salse, adagiate nel brodo in modo da complicarne ulteriormente l'utilizzo.


Il cappuccino dentro al cocomero, una combinazione orribile quasi come la pizza all'ananas.


"Salve, vorrei delle crocchette di patate dentro a una scarpa, facciamo un 47 che ho parecchia fame."


Piccolo camion carico di frittura mista, se avessero fatto le cose perbene dovrebbe avere anche il ribaltabile per scaricarlo nel piatto. Ah già, ma i piatti ci fanno schifo.


Salcicce e fagioli ridotte a un troiaio messo dentro a un barattolo di vetro di quelli col manico, dove di solito servono lo spritz (aperitivo che non sa di un cazzo, che non ubriaca e che se non lo bevi di corsa e fai sciogliere il ghiaccio diventa acqua colorata). Non c'è altra via per mangiarlo a parte quella di distruggere tutto il contenuto fino a ridurlo a un pappone tipo quello dei maiali, e poi mangiarlo con un cucchiaio.


Zuppa servita in una gamella della seconda guerra mondiale.


Il candelabro di broccoli (o candelabroccolo, come suggerisce Elena).


Nutella somministrata tramite siringa, guarnita da orsetti gommosi. Conosco diverse persone che una cosa del genere potrebbero farla sul divano di casa propria, senza dover andare al ristorante.


Trappolone per topi, che avrebbe un senso solo se funzionasse veramente e lanciasse quel mezzo sfilatino nel viso alla signora del tavolo accanto.


Concludo con il ristorante che batte tutti in questo gioco al piatto più stupido facendo la cosa piu semplice: eliminare i piatti. All'Heavy Table dei Minneapolis si mangia direttamente sul tavolo, tutti dallo stesso mucchio di pasta che viene condita direttamente lì, giusto per creare ulteriore disagio quando si mescola. In pratica il troiaio supremo.


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