Il campionato sembra essere andato male e l'allenatore non l'ha presa nel migliore dei modi. Si aggira per la stanza teso come una corda di violino bestemmiando come un disperato, nessuno riesce a interrompere il flusso continuo e ridondante di bottanalamadonna e porcoddio intervallati da calci in un portone di ferro. La cosa si ripete per qualche volta fino al calcio nel portone finale, che formatta il cervello dell'allenatore e lo sconnette dal resto del corpo, provocandogli una sorta di rigor mortis immediato. 
I giocatori corrono in suo soccorso confortandolo con un "Andrea basta, porcoddio" mentre lo aiutano a stendersi sul pavimento. Le parole più adatte al tipo di situazione.

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