Chi di voi maschi non ha almeno una volta nella vita sognato di passare una notte in uno dei famosi harem del Medio Oriente? Decine e decine di ragazze pronte a qualsiasi richiesta. Sogni appunto, ed essendo tali distanti dalla realtà, soprattutto perché queste signorine erano sicuramente tutte bone.
Ecco, è il momento di rettificare.
È di qualche giorno fa la scoperta delle foto di un fotografo russo che nel 1870 aprì uno studio a Teheran e fu incaricato di raccontare la vita dell'harem, ma attenzione, non quella delle concubine, a loro ci pensava lo Scià in persona. Con questo ritrovamento però sono tornate a galla tutte le loro foto e la scoperta più agghiacciante è che passare una notte nell'harem non sarebbe stato esattamente come immaginato.
I canoni di bellezza all'epoca erano leggermente diversi da quelli di oggi. Uno dei punti imprescingibili erano per esempio i baffi, insieme a corporature da camionista. Se poi su tutto questo ci mettiamo la passione dello Scià per una moda fatta di gonnellini, copricapi e calzini bianchi a metà stinco, ambire a una notte di bagordi in un'harem sarebbe più o meno come sognare di scoparsi Escobar vestito da cappuccetto rosso.


Partiamo da Anis Al-Doleh, la preferita delle 84 mogli. C'è chi dopo un suo rifiuto si è tolto la vita.
















Il Re di Persia Naser Al-Din Shah Qajar:


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