Fa già abbastanza ridere la sola cosa che il nome della trasmissione sia l'acronimo di TeleGiornale, ma loro non perdono occasione per farci capire quanto questo rotocalco di disgrazie sia un lurido contenitore di cazzate sparate a caso.

L'edizione è quella delle 19 del 19 maggio, e durante un servizio che parla dell'arresto di due fratelli per apologia di terrorismo a un certo punto arriva il materiale reperito nel computer del primo. Dentro c'era, ovviamente, un generico "di tutto", ma la cosa più importante è il suo videogioco preferito, progettato e venduto espressamente per simulare l'attacco del Louvre di Parigi. Immagino che adesso le indagini della Polizia di Stato si sposteranno nella sede della Ubisoft, dove verranno arrestati tutti per aver contribuito a rendere possibile i sanguinosi attacchi degli ultimi tempi.

Nel podcast della puntata che trovate al link qui sopra il pezzo è stato tagliato ma poco conta, perché chi guarda questi surrogati di informazione internet non sa nemmeno che esiste. Toglierlo è solo un vile tentativo di farsi prendere per il culo il meno possibile, perché la loro missione è comunque compiuta. Gli ottantenni terrorizzati dagli attacchi dell'ISIS, che notoriamente affollano gli stadi per i concerti, oggi saranno certi che fra le armi dei terroristi esistono anche dei simulatori di terrorismo che funzionano con quelle diavolerie che tutti i loro nipoti hanno in casa, se non in tasca.

Un lavoro lento e costante che li colloca sotto la voce "terrorismo" esattamente come le persone delle quali parlano, anche se la loro specialità è quello psicologico.


Qui sotto una versione caricata su Facebook, le metto tutte e due perché probabilmente spariranno presto per motivi di copyright.

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