La mia speranza che il Maestro si rimettesse ai fornelli dopo la ricetta delle deliziose crepes di qualche tempo fa si è avverata. Questa volta però non parliamo di dolci, ma di uno dei condimenti più famosi della cucina italiana: il pesto alla genovese. Lo cucina in due modi diversi, col mortaio e col frullatore, e per entrambi vale la regola della mano sola. L'altra gli serve per tenere il telefono e riprendere.
Il primo dei due video pubblicati è stato quello col mortaio. Pochi minuti per illustrare gli ingredienti e poi via al massacro. i colpi si susseguono ritmici, alternati a manate di ingredienti che periodicamente fermano i colpi, posti sempre verticalmente verso il centro esatto dello strumento. Per una buona parte del video viene inquadrata una busta di petto di tacchino già affettato della Conad, che per qualche motivo si trovava sula tavola. Sono i compromessi inevitabili quando si percorrono certe scelte tecniche. Niente cavalletto, tutto girato a mano. La conseguenza è il petto di tacchino della Conad. La stessa spiegazione è riconducibile all'audio che a volte sembra preso da sott'acqua.
Quello che conta però è sempre il risultato, che è perfetto per poi essere messo nel congelatore come tutto il pesto alla genovese di questo mondo.



Per quello fatto col frullatore la modalità è più o meno la stessa, solo che la realizzazione è molto più veloce e il filmato dura più o meno la metà. Manca anche il petto di tacchino della Conad, e sulla tavola si vedono fin dall'inizio i postumi del disastro lasciato dalla procedura del mortaio. Dalla voce sul finale, che chiude con l'ormai classico "e 'gnente ci vediamo alla prossima" del Maestro, percepiamo una certa soddisfazione per il risultato.


Può interessarti anche: