Non sono riuscito a raccapezzarli prima della data delle elezioni, che si sono tenute ieri, quindi il post quest'anno arriva un po' in ritardo, ma arriva. Le ho raccolte un po' dappertutto online, ma un ringraziamento particolare va a Santini di Merda, veri specialisti della categoria.

Questa volta li dividerò per partiti, lasciando per ultime le liste civiche e le prese per il culo. Iniziamo subito con il PD, che riesce a tirare fuori dal cilindro vere e proprie perle degne della sua importanza.


Voglio cominciare subito con uno dei miei preferiti di tutta questa lunga lista, il candidato assessore Greco, che per pensare al bene del suo paese non ha pensato a lavarsi i capelli, o farsi una pulizia dei denti prima di fotografarsi per il santino.


Pietro Morittu invece non si fa nemmeno vedere in viso, preferisce sfruttare l'immagine di personaggi famosi come Fonzie, Marilyn ed Einstein, parafrasando citazioni.


Palumbo e Piccolo, candidati per Giachetti a Roma usano una vecchia foto di uno scolaro, francamente mi sfugge il perché.


Il consigliere Sedda per il quartiere di Bologna Porto-Saragozza gioca sporco e sfrutta i bambini per cercare di strappare il voto ai genitori.


Poi ci prova anche col cinema.


Cambiamo partito e passiamo a Forza Italia, che in passato sempre grandi soddisfazioni ci ha dato. Il primo è Rodolfo Turano, il manifesto di per sé non è nulla di particolare, se togliamo che è abusivo.


 Gianluca Comizzi, il migliore amico per Milano. Se vince in consiglio ci va il cane.


Sempre a Milano troviamo una delle più belle capigliature di questa tornata di elezioni: il monoblocco in Teflon colato direttamente sul cranio. È estraibile e sostituibile con altre acconciature con un metodo molto simile a quello deI Lego.


In quanto a capigliature Forza Italia sembra proprio non avere rivali quest'anno. Salvatore Vinci (D+), forse detto Uragano, ne sfoggia una coadiuvata da baffo a manubrio e occhiale a goccia che nemmeno in un porno del '74.


Il Ventimiglia invece afferma che lui ha sempre salutato tutti, e sembra di intuire che continuerà a farlo anche in caso di sconfitta.


A Nichelino (TO), per la candidata Rossignoli ci sono stati problemi di stampa, ma niente di preoccupante, basta un pennarello e correggerli TUTTI a mano.


Ma l'apice lo raggiunge Alessandro Lucia, che ci mostra la sua testa spaccata affermando di aver fatto i fatti.


Passiamo al Movimento 5 Stelle, che quest'anno è un po' più sottotono del normale. Iniziamo con il candidato Canton che sfrutta un simpaticissimo e innovativo gioco di parole.


Alessandro Ferro inaugura la sua sede senta troppi grilli per la testa.


Un volantino generico ci invita a diventare rappresentanti di lista e combattere. Qualcuno gli spieghi che i lupi non sono la migliore immagine per parafrasare l'onestà.


Infine il buon Arcangelo Colasuonno, che può vantare nientemeno che l'appoggio di Papa Cecco1. Con quel nome se lo merita.


Tocca ai Fratelli D'Italia, in formissima quasi come se i marò fossero ancora in India. La prima della  lista è Simona Tagli, sì, quella che girava le caselle del cruciverbone. Si è candidata a Roma, insieme al cruciverbone.


Tolleranza zero per questo signore del quale non conosco il nome. Le frecce però non fanno passare la miglior immagine per lui.


La meloni che chiede aiuto indicando un cesso pubblico è forse il manifesto nel posto sbagliato più bello di sempre.


Anche per lei affissioni abusive, sempre nel rispetto delle regole.


L'accoppiata Ficco/Miscusi è degna dei migliori campanelli del mondo, questa volta però sono insieme per Giorgia al comune di Roma.


Fra i nomi più sfortunati del panorama elettorale 2016 c'è il signor Pistola.


Concludo la sezione dei fratelloni italioti con Gabriele Cerulli, un cervello esplosivo.


Bene, prima delle liste civiche manca solo un partito all'appello: la Lega, che come sempre schiera uno squadrone di fuoriclasse. I primi sono l'accoppiata Testa e Bastoni, nomen omen per Milano.


Sofo la fa semplice:


Carlo Grotti, già famoso per il suo video di propaganda, ha anche un manifesto di gran livello.


Silvia Susanna stringe la mano sicura, scontornata dai bambini delle elementari del suo comune.


C'è anche lui, Bracconeri, già ciccione della terza C e guardia di Forum per una quindicina d'anni.


Altro simpaticissimo gioco di parole per Goldoni, che si promette per tutti.


Poteva mancare la Ruspa? Sarebbe stato un peccato, e sicuramente ce ne saranno anche molte altre oltre a questa, che però va detto è veramente enorme. Bravi i ragazzi di Olbia.


Lui non so chi sia, per me è semplicemente l'uomo dei cerchi nel grano, un Giacobbo della Lega, un idolo.


Per finire di nuovo Sofo, quello che vorrebbe farsi votare per far spregio a Luxuria. Ecco, il suo vero capolavoro non è quello, ma questo che vedete qui sotto.


 È il momento delle liste civiche e partiti minori, il vero calderone delle cazzate. Vincenzo Sessa vuole essere coccolato.


Martina Castellana cita Foscolo, già pronta con l'elmo per andare in guerra.


Finalmente facciamo il primo incontro con un esponente del PDF, il partito della famiglia di Adinolfi. Dato che è gente che non dorme si è già rimboccato le maniche.


Anche questo manifesto generico del PDF non delude, con i punti cardine del programma più bacchettone del panorama vergati su una similbibbia tipo clip art 1995.


Delirio di Photoshop per Riggio, incatenato a chissà cosa, per il bene del suo comune.


Vota giallo, o un cane nero, è lo stesso.


Scabbio, non troppo fortunato col nome, non fa assolutamente niente per migliorare con la sua immagine. Sembra the Tall Man di Phantasm.

Tecnica fra le più classiche sui social per attirare l'attenzione, adesso è utilizzata anche in politica. A questo punto la faccia del candidato non ha più alcun senso.


Il Tenente Kojak è una vecchia conoscenza, questo è il suo nuovo manifesto per farsi eleggere a Caltagirone.


Marco de Marco, rock per tutte le donne.



Filippo Marinucci, l'uomo del defibrillatore.


Rosaria Formichella scende in campo col suo gatto per Mastella, che immediatamente dopo lo scatto le ha fatto le tette a fettine. Si vede, è incazzatissimo.


C'è una lista che si propone di comprare lo stadio di Napoli per trasformarlo nel Maradona Stadium. 


E poi c'è lei, in grado di attivare Salerno in qualsiasi momento.


La Martani, ex hostess di Alitalia sulla breccia qualche anno fa per la storia dei licenziamenti, poi provò a sfruttare la notorietà per diventare una cantante. Non ci riuscì, e oggi debutta sulla scena politica da vegana, con i verdi e col suo cane.


Concludo il post con queste ultime tre cose. La prima non è un manifesto ma un articolo di giornale che riassume il folle programma elettorale di Gianluca Nocetti, schierato per cinque liste compreso quella degli automobilisti, che da una trentina d'anni ogni tanto sbuca fuori.


Manifesto di protesta a Napoli. De Magistris interista ce l'ha coi napoletani, nongli vuole fare lo stadio nuovo.


Infine la presa per il culo a Fassino, che diventa un barattolo di acciughe per salare Torino.


È tutto, alle prossime elezioni, che non tarderanno. Se invece volete rivedervi i vecchi manifesti e santini, qui potete trovare quelli del 2015, del 2014, la storia del manifesto elettorale di merda, e i peggiori cognomi di sempre per fare politica, due dei quali sono freschi di quest'anno.

Aggiorno il post con alcuni manifesti che mi erano sfuggiti.

Corrado Figura sindaco, chi sia quello vero poi non è dato sapere.



Osvaldo Antonio LOmbardo si è messo tutto carino per il suo manifesto, barba fatta, capello di quelli che sembra gli abbiano appoggiato qualcosa in testa e una camicia che alla prima occhiata lo fa sembrare focomelico.


Infine, una giusta menzione per la sindaca di ferro, che col cavallo e spada impugnata va verso le elezioni col suo nome che è uno scioglilingua per chiunque dall'Adige in giù.

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