Il Family Day di quest'anno si è svolto in un'atmosfera particolare, per i partecipanti addirittura allarmante: in parlamento si sta infatti discutendo la legge Cirinnà su unioni civili e step child adoption. Tutti gli aderenti alla filosofia della famiglia tradizionale si sono ritrovati a Roma e si sono rifiutati di comprendere che quel tipo di famiglia è tradizionale solo per loro, che si nascondono dietro al diritto di farsi i cazzi degli altri. Si sono contati e hanno detto di essere due milioni.


Gandolfini, capo degli organizzatori, ha detto in apertura della manifestazione che il sesso è solo per procreare, senza specificare però se le seghe con dedica sono considerabili sesso o meno, forse per evitare crisi di identità e suicidi di massa.


La Meloni ha detto di essere presente in veste di esponente politico e di donna, e se Dio vorrà la prossima volta anche in veste di madre dato che ha appena scoperto di essere incinta. Risulta strana la meccanica per la quale nella sua famiglia tradizionale si possa concepire un figlio fuori dal matrimonio per portarlo da qualche altra parte in nome di Dio


Libero ha lanciato uno dei suoi meravigliosi sondaggi per il nome del nascituro, io avrei voluto votare FASCIO ma purtroppo non era nelle opzioni.



Bellissime e ormai famose le sovraimpresisoni di Sky sotto alle sue dichiarazioni, che sottolineano involontariamente l'inutilità di questa giornata.




Adinolfi ha cantato One degli U2 dedicandola a Renzi, paventando un'amicizia con lui che è anche un'allusione ai trascorsi del Presidente del Consiglio (salito su quello stesso palco nel 2007). Ancora non riesce a farsi una ragione del fatto che un democristiano cambi idea a seconda degli eventi.





Gasparri, dopo una supercazzola sulla regolamentazione dei diritti per le persone gay, ha detto che si pulirà il culo coi i tovaglioli dell'ASSOCIAZIONE Ikea (che si è schierata contro la manifestazione) per poi rimandarglieli merdosi.





Le interviste ai partecipanti sono talmente disarmanti da risultare supereflue. Fanpage ha diffuso questo video dove la stupidità degli intervistati è l'unica spiegazione alle affermazioni rilasciate. Un video praticamente inutile tanto è facile colpire l'obiettivo, l'unica differenza con quelli del passato è che questa volta non l'ha fatto Saverio Tommasi.



Una menzione particolare va all'inno ufficiale della manifestazione, realizzato da Marco Mammoli (noto nell'ambiente per i suoi inni bacchettoni già presentati in altre occasioni ufficiali), fa schifo esattamente come gli ideali che rappresenta.





Secondo alcuni gli organizzatori non l'hanno raccontata giusta sui numeri e al Circo Massimo non possono starci fisicamente più di trecentomila persone. Facendo un paragone con concerti tenutisi precedentemente è facile ipotizzare che siano ben meno anche della capienza massima raggiungibile, considerato anche il fatto che la gente era disposta ben più comodamente rispetto al pubblico dei Rolling Stones, ma tutte queste considerazioni sono completamente inutili.

Quella gente sarebbe stata troppa anche se fossero stati in dieci.


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