Siamo alla nona puntata, ed esattamente come nella prima serie ancora non si capisce dove la Del Santo voglia andare a parare. Come nella puntata che seguirà possa riuscire a tirare le fila di tutto è un mistero, e sicuramente non le tirerà nemmeno se di puntate ce ne dovessero essere altre dieci. Nella puntata precedente aveva finalmente inserito un elemento che portava qualcosa nella storia, la Lady buona aveva incontrato un emissario della Lady cattiva, finalmente un contatto fra le due che poteva far succedere qualcosa (anche se poi il tipo ha solo buttato avanti il cazzo, come chiunque qua dentro), ma in questa puntata di lui non c'è più traccia. 
Comunque ormai mi sono preso questo impegno e provo a raccontarvi anche questa.

Siamo dai cattivi, che adesso si riuniscono in un parco con gli uccellini che cantano. La Lady Nera riflette su quanto l'odio sia importante per il suo stato d'animo. Dietro di lei compare immobile un cattivo di colore mai visto fino a questo punto, un nuovo personaggio che aggiunge molto alla scenografia.
Sigla e poi arriva il nipote nero mentre la zia sta leggendo una rivista chiamata LOVE, seduta su una valigia a gambe spalancate. Le pone una domanda plausibile: "Ma tu che ami l'odio, perché leggi un LIBBRO sull'amore?" Quindi lei si alza e, cercando di lasciare comunque più aria possibile fra le sue cosce, gli dà una spiegazione che culmina con questa metafora:


Lui (come chiunque) non ci capisce un cazzo.


Ma lei non abbassa il tono, e dopo un altro paio di battute il piccolo chiude con un arrendevole "Imparerò a capire, a dopo." e se ne va. Anche la zia esce di scena, seguita dal black angel nero che è rimasto a fare da fondale per tutta la durata.

Ma adesso basta cattiveria, spostiamoci in centro, dove Giselle, la biondona con le puppe grandi come due palloni da basket è in un bar che parla al telefono col suo fidanzato. È totalmente succube di lei, e sulla sua testa è già ben visibile un palco di corna paragonabile a quello di un cervo adulto.


E lui, che probabilmente ha già il cazzo viola dalla voglia, la saluta raccomandandosi che esca solo con le amiche. Tutti sappiamo già quanto siano vane le sue preghiere.

Ma adesso è il momento della ragazza allergica ai tessuti. È sdraiata su un letto, vestita solo di un paio di mutande rosse che evidentemente non sono di tessuto, oppure la sua topa non risente di questo male. Entra un amico che la rimprovera perché e sempre nuda è le intima di vestirsi, ma lei lo gela.


A questo punto lui sta per cadere in tentazione, ma lei si appella all'autocontrollo e lo bolla come un troglodita. Non gli rimane che aspettarla al bar.

Questo breve siparietto serviva solo per intervallare le vicende della Biondona con le puppe grandi come due pentoloni, che adesso si trova sola in un bar a ordinare una spremuta d'arancia. Nello stesso istante entra uno zarro in camicia bianca che ordina un caffè. Lei lo fissa per sei secondi esatti, fino a che lui non paga per tutti e due e, come se fosse il rappresentante del suo cazzo, le lascia un biglietto da visita raccomandandosi di chiamarla a qualsiasi ora.
La voglia di minchia si sta facendo spazio in lei sempre più prepotentemente, ed a questo punto ogni momento è buono.

Passiamo infatti solo un attimo nella tavola calda, dove il giovane truzzo fidanzato con la milf da competizione parla con un amico di un servizio fotografico che dovrà fare ai Caraibi, e ritorniamo al colpo di fulmine quotidiano della biondona con le puppe grandi come due campane del vetro.
È a casa, e si butta sul letto. Quello che di lì a poco potrebbe essere il suo nuovo stallone invece parla con un amico al telefono, che gli consiglia di giudicare le donne dalle tette. Probabilmente non sa niente.

Ma ancora il momento non è maturo, e la regia ci riporta dai cattivi. Il nipote parla al telefono con Body, suo zio acquistato, che si dice geloso e gli chiede se può controllare la Lady Nera, in cambio gli offre un biglietto andata e ritorno per Miami, città tanto cara alla prima serie.


Quindi se ne va e dietro a una colonna trova il buon Cicale, che lo mette in guardia con una serie di eufemismi che possono essere tradotti nel vecchio detto "chi si fa i cazzi suoi campa cent'anni".

Ok, tutto bello, ma noi stiamo aspettando che la biondona con le puppe grandi come le ogive dei missili nordcoreani abbia la sua dose di minchia quotidiana, quindi torniamo da lei, che sta cercando il telefono nella borsa. Ci siamo, ha deciso che è il momento di cadere in tentazione e fa partire questa maledetta chiamata, mentre sulla testa del suo fidanzato ormai si è già creato lo spazio per l'ennesimo corno.

- Sei tu?
-Si, hai bisogno di me? (classica risposta da rappresentante)


È fatta, ora è solo una questione di minuti. Minuti che la regista decide di farci passare ascoltando due modelle che, fra un casting e l'altro, parlano di uomini e cani. Una delle due è assolutamente sicura di preferire i secondi:


Poi ordinano un gelato, e addio anche a queste due. Ma poco ce ne importa, perché nella camera da letto del più grande cornuto di Milano la biondona con le puppe grandi come due cupole del Duomo è pronta per ricevere la nerch il suo ospite.
Lei è sul letto vestita con un telo zebrato, lui è appoggiato allo stipite della porta e inizia a sbottonarsi la camicia. In sottofondo va Per Elisa di Beethoven, e pochi attimi prima di procedere alla nuova cornificazione del suo uomo oggetto si pone un ultimo quesito esistenziale sull'amore.

Può l'amore soddisfare il desiderio? Può essere mersenario o deve essere per la vita?


Sì, credo che tutto insieme sia quello che ti serve adesso, cara.

E anche questa è andata, passiamo ad altro. La povera ragazza afflitta dall'allergia ai tessuti esce per fare un po' di compere. Gira in perizoma per il centro storico di un non precisato paesino, e passa davanti a tre vecchie vestite di nero che fanno la calza sul marciapiede. Lei, ormai abituata a sentirsi addosso gli occhi di tutti a causa della sua disabilità tira dritto, e le vecchie se ne escono con una battuta che probabilmente la Del Santo ha riciclato dalle barzellette della settimana enigmistica.
La passeggiata è interrotta da una telefonata di un tipo che ha ereditato un albergo, parla con un amico che sta mangiando un panino, e spera di poterlo digerire. L'altro si raccomanda di tenerlo informato.
Fortunatamente la passeggiata della ragazza allergica ai tessuti non è ancora finita, e la regista ci fa notare di sapere benissimo quando ogni parola sarebbe di troppo.


Cinque secondi di culo mentre aspetta di attraversare la strada, forse l'unica scelta stilistica condivisibile di tutta l'opera. Ma poi purtroppo arriva il momento di andare, e dobbiamo accontentarci di scoprire cosa cazzo stava andando a comprare.
Entra in una merceria, e dopo un attimo di sbigottimento dell'attempato commerciante, chiede una crema solare protezione totale. Viene accontentata immediatamente.


Paga e se ne va al mare. Noi invece andiamo su un nuovo set. Siamo a Napoli dove nella puntata scorsa facevano i provini. Evidentemente gli attori sono già stati scelti, e la scena che viene girata vede un gruppo di ragazze in costume che fissano due ballerini. Una volta finito il balletto lui deve prolungare il casqué perché ammaliato dalla bellezza delle donne che lo circondano, e lei si deve incazzare. Il fatto è che anche nella realtà lei è davvero innamorata, e lui punta davvero le signorine che lo circondano e che stanno cercando di esprimere al meglio la loro eleganza.


Alla fine si prende uno sganassone, ma quasi non se ne accorge, rapito dal sorriso di due gemelle modelle, mentre due gemelli modelli tatuati e barbuti intonano 'O sole mio.

Finalmente si rivede la Lady buona, che è in compagnia di suo nipote, ma attenzione, non è lo stesso di sempre ma suo fratello. Lei, seduta su un trono tipo papa Ratzinger e con una sottoveste che lascia trasparire un'altra volta l'esuberanza dei suoi capezzoli, si premura di sapere se il suo nipotino ha fame.


Poi scopriamo che l'altro perdigiorno l'ha truffata dicendole che sarebbe andato a fare l'università a Los Angeles, e invece sta facendo il giro del continente a sue spese. Il fratello lo difende come è normale in queste circostanze, lei continua un po' il pippone e poi si scioglie davanti al suo nuovo nipote, che le dice di sentirsi libera di concentrare le sue energie su di lui. Comprensibile, se calcoliamo che a separarlo da due capezzoli così arroganti c'è solo un sottile velo di stoffa. 
Si alza, lo accarezza, e poi va a fare la doccia. Quindi spunta la segretaria, che nonostante sia stata retrocessa a rifare i letti non rinuncia a vestirsi come se dovesse andare a un appuntamento col vecchio al quale ha spudoratamente cercato di far venire un infarto.
Stacco e ritorna Lona, che dopo aver seminato un bodyguard (che incosciente) va ad un incontro segreto col suo avvocato. Parla di una missione segreta a Miami, e di un certo Vito che ritorna spesso nelle conversazioni, insomma, ha bisogno di un piano per difendersi e presto prenderà decisioni molto importanti. Ciao avocato, alla prossima.
Siamo al finale, e questa volta a ricoprire il ruolo del gay di turno che conclude tutte le puntate tocca a Body, che riflette su quanto è fico sparandosi delle pose frocissime. È sicuro che arriverà il suo momento, e quindi aspetta, come del resto chiunque altro qui dentro.

Fine.


Può interessarti anche: