Ve lo dico subito, non è l'ultima puntata. Nonostante sia consapevole che alla Del Santo non basterà tutta la vita per cercare di spiegare la confusione che ha in testa, ho pensato che altre dieci puntate fossero una tranche ideale per la seconda serie. E invece no, chissà quante saranno ancora.
Non mi rimane che iniziare a raccontarvi anche questa.

Siamo sullo yacht della Lady, che sta facendo un bagno in vasca mentre pensa a quanto le piace pensare, poi tocca alla sigla e al culo della ragazza allergica ai tessuti. Sta salendo le scale di un albergo e uno del personale la rimprovera, cercando di farle capire che non esistono scuse plausibili all'andare in giro nudi come vermi, a parte il non capire un cazzo.
Nei giardini del degrado invece si stanno riunendo i soldati delle tenebre. Arriva anche il nipote che si complimenta col nuovo arrivato per il suo corpo bellissimo. Anche lui vorrebbe fare fittenesse, e per imparare li guarderà allenarsi. Se ne vanno tutti insieme dando vita a una passerella frocissima dove al nipote sparisce e ricompare lo zaino dalle spalle a seconda delle inquadrature.
Un breve intermezzo dove la segretaria parla col regista che sta girando qualcosa nella famosa villa e si torna dai cattivi.
La zia consacra il nipote come suo unico erede, poi gli dice di guardarsi le spalle anche dai suoi soldati, perché quando ci son di mezzo i soldi si sa come va a finire, poi se ne va dicendo che lei ci sarà sempre per lui e i suoi fratelli. Non è l'unico nipote quindi, ma sicuramente il prediletto. Allora dovrà guardarsi anche dai suoi fratelli? Chi può saperlo, dato che probabilmente non ne sentiremo più nemmeno parlare.

Nel mentre, in zona piscina la situazione è questa:


Questo rincoglionito sta sognando di avere due belle fiche davanti a sé e tenta di toccargli le zinne. Quando l'altro lo sveglia racconta di aver sognato di essere nel mezzo di un campo minato, poi chiede subito se fosse passata qualche ragazza. Ovviamente si, ma dormiva e quindi se l'è perse.
Lona fa una telefonata alla sua amica Giselle, non riescono a vedersi a causa dei troppi impegni della vedova. Quindi la biondona dalle puppe grandi come pandori si lascia andare a una riflessione sul lusso dal divano della casa milanese del suo fidanzato ipercornuto.

Il lusso è como un opera de arte



Dopo questo colto citazionismo meglio abbassare un po' i toni, e questo incarico viene affidato a due rintronate che parlano da un salottino. La rintronata più giovane vorrebbe fare la modella e non l'assistente di produzione, questa cosa la porta ad elaborare idee alternative:


Cioè la naturale evoluzione del partito Figli dei Fiori di Flavia vento.

Anche questi due fenomeni ci salutano per lasciarci assistere a un delizioso quadretto d'amore fra l'impiegata cougar con la frangia e il suo fidanzato pappone


Se potessero si scoperebbero per telefono, ma devono aspettare per colpa di quella cosa che limita istinti e desideri dell'essere umano chiamata lavoro, quindi si sentiranno after.
Ma questo problema non affligge tutti, la biondona con le puppe grandi come due copertoni per esempio non sa nemmeno cosa sia il lavoro, e si fa truccare dal truccatore espressamente inviatole dall'amica Lady in persona. 


Si sta preparando per andare a un party in derrichmòn, e coglie l'occasione per invitare anche l'amica Irene.
Lasciamola al restauro e passiamo alla villa dove stanno girando gli spot, perché sta per consumarsi la scena madre dell'episodio.
I due gemelli barbuti sono seduti a bordo piscina, uno sta cantando I' te vurria vasà mentre il regista dà indicazione a tre tamarri di come muoversi in scena. Le due gemelle con l'apparecchio osservano in silenzio, e dopo un attimo entra in scena Jabba the Hutt gay.


È una checca sfranta che parla con l'erre moscia e respiri profondissimi. I tamarri lo invitano a buttarsi per testare la temperatura dell'acqua, ma non sa nuotare. Poi, dopo un altro interminabile respiro, esprime tutta la sua approvazione ai loro fisici atletici. Panoramica sugli addominali e poi Jabba chiosa con un assolutamente indimenticabile. I due gemelli barbuti riprendono a cantare una canzone melodica del meridione, le gemelle sorridono mostrando a tutti la monumentale opera che il loro dentista ha effettuato sulla loro dentatura, il regista richiama all'attenzione dopo la sorpresa causata dal fuori programma. Stacco.

La cougar chiama la segretaria che è sempre più un cencio. Nella scorsa puntata stava rifacendo i letti, in questa è stesa su un divano affranta dalla separazione dal suo fidanzato. Ha mandato a lei per sbaglio un messaggio erotico indirizzato alla ganza, e adesso ha mal di testa e non può andare a lavorare.

Torniamo sul set, dove la ragazza allergica ai tessuti adesso è vestita. Sta discutendo col regista e solo adesso ricollego con l'evento di qualche puntata fa. Era stata mandata via prima dei provini, ma io non mi ero assolutamente accorto che fosse la stessa dell'allergia. Tutta quella pantomima era forse una reazione a questo evento? Un qualche modo di farsi notare? Boh, non credo che comunque cambi qualcosa. Fatto sta che adesso è qui, risentita, che discute brevemente e poi se ne va.
Lascia la scena a una madre con figlia al seguito che creano in me uno scompenso, non mi sarei mai aspettato di sentire rammentare la mia città in quest'opera, anche se già nella prima serie era comparso un pratese in una canzone dei titoli di testa.
La madre presenta la figlia come la nuova modella per gli spot.

- Piascere, Samira.

Il regista non ne sa niente, e la madre, abbastanza risentita gli fa notare che sono venute da Prato in auto. Come se Prato fosse in Norvegia.
La figlia parla di una modella eliminata (l'allergica), e pretende di rimpiazzarla. La madre a quel punto si avvicina lasciva al regista, e strizzandogli l'occhio gli dice che per la sua bambina lei è disposta a tutto.

La madre:


Il regista se ne va e le due rimangono a parlare. 

- Figlia mia, sei così bella che ti meriti tutto

- Grazie, me l'hai sempre detto, bisogna lottare per i propri sogni.

A questo punto devo fare un breve inciso sulla parlata della ragazza. Credo faccia lo stesso effetto a tutti, sicuramente posso dirvi che per un toscano sentir parlare il proprio dialetto da qualcuno che non è del posto è una tortura.
In questo caso chi doppia la figlia incorre negli errori più classici di chi il toscano non lo conosce, e si mette ad aspirare o strisciare C a caso. Quando dice "sono stata anche a scinescittàmi si accappona la pelle, perché noi diremmo A CINESCITTÀ, strisciando solo la seconda C. In genere la prima C di una parola si pronuncia a merda quando è preceduta da una vocale che non sia una A, ma non sempre. Se avesse detto invece "sono di Cinecittà" le C sarebbero strisciate tutte e due. Stesso funzionamento per le aspirate, che però sono le C dure. Vi faccio l'esempio più classico, quello della Cocacola: "dammi una Cocacola" non si pronuncia HOHAHOLA ma COAHOLA. In pratica della prima rimane pochissimo, la seconda si amputa completamente e la terza si aspira. Ecco posso garantirvi che quando sento le filastrocca della Cocaloca con la cannuccia corta mi si chiude la vena. Alcuni ci aggiungono anche una focaccina calda calda, senza sapere che le L andrebbero sostituite con le R e le doppie C rimangono. Un altro chiaro esempio l'esclamazione "chétati, caccolosa!" dove le C si pronunciano tutte. Insomma, ci sono delle regole non scritte e in alcuni momenti bisogna saperlo e basta quando togliere o mettere, senza contare che poi (come succede dappertutto) ogni città ha le sua varianti.
Quindi, per favore, non cercate mai di imitare un dialetto, a meno che la cosa non sia scherzosa. Finché si scherza va bene tutto, ma quando si fa sul serio poi partono le denunce.

Comunque, dialetto a parte, il metodo della madre sembra essere efficace, dato che il regista torna dopo pochi secondi e con fare servile annuncia alla figlia che inizierà a lavorare fin dalla prossima scena.

Si cambia zona della villa, e ritroviamo Jabba che sta intrattenendo un manipolo di tredicenni. Sono sue amiche venute a trovarlo sul set del film che lo vede protagonista, ma c'è anche un estraneo.


È il figlio del regista (ad occhio lo deve aver fatto a 12 anni), e quindi può restare. Subito dopo gli viene sete e va a bere lasciando spazio alla discussione degli adolescenti che non sono contenti di come li trattano i genitori. Tutti tranne una, alla quale fanno fare come cazzo le pare. Il figlio del regista, che vorrebbe essere un cantante, si alza e intona una canzone di merda con l'espressività di un traumatizzato grave.

Siamo già entrati in un crescendo di cazzate che risolleva la puntata sul finale. Adesso tocca a l'ennesimo bel ragazzo che va a bussare alla porta della camera della tipa allergica ai tessuti. Se la vuole chiaramente scopare, e lei non disdegna, solo vuole prepararsi a modino, quindi gli dice di tornare e gli dà anche la chiave per aprire. Povero stolto.

Una signora è seduta insieme a un bambino in giardino, il regista passa e le dice di aspettare un attimo, quindi ne approfitta per chiedere al figlio di configurarle il telefono. Il piccolo lo prende e tocca a caso lo schermo per qualche secondo, poi glielo rende. Subito dopo gli chiede come si accende l'iPad, e non l'avesse mai fatto.


Certo che voi grandi non sapete fare proprio niente, ma in che modo vivete? Lasciamo anche il bambino, nella speranza che se lo mangi un orco, e torniamo in casa della ragazza allergica ai tessuti, dove dovrebbe consumarsi l'atto sessuale.
Il taddeo entra e la bella è in doccia, voltata di spalle. Lui le si avvicina chiamandola amore, ma quando si volta:


Quando meno te l'aspetti la Del Santo sconfina nei generi cinematografici più inaspettati. Oggi tocca all'horror, domani chissà.

La biondona con le puppe grandi come canotti è a casa, arriva la sua amica per andare al party e le confida di essersi fidanzata. L'altra, da donna di esperienza, le chiede se le ha regalato l'anello. La risposta è si, quindi può stare sicura: fa sul serio ed è il momento di attaccarsi come una sanguisuga.
La Lady è di nuovo nel suo yacht, sta dormendo e si sveglia di sporassalto (o almeno avrebbe dovuto). Ha appena avuto un incubo, ed è così sconvolta che chiama la sua amica bionda con le puppe grandi come due furgoncini del latte. 






Fine.



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