È più o meno l'equivalente del nostro San Crispino, Fagianella, Tavernello o San Matteo, solo che se noi italiani cerchiamo di dargli un nome che in qualche modo ricordi quella che potrebbe essere un'azienda agricola, loro scelgono una parola a caso che nella nostra lingua ha un ben preciso significato che cozza un po' con quell'immagine di sensualità che spesso viene attribuita al vino d'oltralpe.
Certo, anche noi in Italia non ci fermiamo ai vini sopra elencati, basti pensare al vino Fortore, parola che, se in italiano sta a significare una bevanda che puzza di merda, in toscano si usa per definire proprio quella fusione fra il bruciore di stomaco e il ritorno in gola dell'ultimo pasto. Pensate che una squadra di basket di Livorno, il KCS Basket, ha eletto il Fortore come suo vino ufficiale e l'ha inserito nello shop del suo sito definendolo "efficiente per pulire lo scooter ed eliminare ruggine e asperità dai metalli".
Ma almeno con un vino così è già chiaro da subito cosa ti aspetti.

Segnalato da Paolo degli Zeus, che l'ha scovato durante una sua data nella terra dei formaggi che non sanno di un cazzo.


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