Ricorderete senza dubbio il video dell'inno per Expo di Sebax Expo, fu preso per il culo anche dai bambini quando uscì poco prima dell'apertura della manifestazione e arrivò alle testate nazionali. Poi fu censurato per una violazione di alcuni diritti Rai e ricomparve tagliato di alcune parti, infine ne fu fatta anche una variante natalizia e una versione slow motion che trovate nel link qua sopra insieme ad altre allucinanti versioni. Ma Sebastiano Fumagalli (che si è scelto un nome d'arte a metà fra un prodotto contro i brufoli e un cesso chimico) sembra non essere assolutamente appagato di regalarci nuove versioni del suo orrore per gli occhi, ed eccone quindi un'altra che andiamo ad analizzare.

Dicevamo, cos'è Milano? Cibo ci pare di capire. Fra le tante cose è sicuramente anche cibo, infatti vediamo un piatto appoggiato sulla classica tovaglia a scacchi bianchi e rossi da trattoria con all'interno scritto coi piselli:

"Sebax EXPO...
           ... is BACK"

Poi arriva il vero inizio del video, con l'ingresso in scena dei tre protagonisti, le ballerine e l'autore, con la testa infilata in tre piatti di insalata (lui ha anche delle carote) che rotolano in tavola. La simpatia milanese è già padrona della scena, e scopriamo l'altra grande novità di questa versione: la traduzione integrale del testo in inglese, per dare modo alla figura di merda di diventare internazionale.
Come ormai sappiamo il green screen la fa da padrone nei lavori di Sebax, che ci porta a vivere un giro virtuale di Milano coreografata dalla ormai classica legnosità delle ballerine che si prodigano in qualcosa che credo dovrebbe essere inquadrato come ballo hip hop. Ma essendo questa la versione destinata alla figura di merda internazionale non potevano mancate quelle componenti che rendono famoso il nostro paese nel mondo, ed ecco quindi rotolare in scena una pizza, gli spaghetti, 'a muzzarella, la tagliata col rosmarino e 'u cannolo. Giusto perché l'Expo è sull'alimentazione altrimenti ci avrebbe messo anche il mandolino.
Le ballerine si moltiplicano e indossano dei maglioni con una grossa M che sta a significare, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, Milano. Poi ecco arrivare anche il responsabile dello scempio, distinguibile dal corpo di ballo per un cappello e un paio di calzoni col cavallo basso che lo fanno sembrare, lui come chiunque altro al mondo li indossi, un uomo con le gambe di un nano (potrei scrivere un intero post su questo tipo di pantaloni, belli come una cucchiaiata di merda, e forse lo farò, ma non è questo il momento).
Si continua così senza soluzione di continuità fino alla fine, lo stesso balletto insegnato anche nell'apposito tutorial scorre davanti alle loro facce nei piatti di insalata e all'idroscalo, il testo scompare nonostante i personaggi continuino a cantare, e solo in fondo viene ripetuto il riff, mentre lo guardo produco una delle peggiori scoregge della mia vita e, ormai assuefatto, non me ne sarei mai reso conto se chi mi sta vicino non avesse provato a uccidermi per averlo obbligato ad ascoltare questa merda in odorama.

Buona visione.



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