Mi sono ritrovato nel gruppo Facebook di Alberto Lipari, quello di Stranuamurisicilianu uno pseudo talent show online che ha il merito di aver scoperto, fra i vari casi umani, anche Maria di Trapani.
Da qualche tempo però le sue pagine sono completamente dedicate al suo ultimo lavoro, umilmente autodefinito un commovente e bellissimo capolavoro: è il Poema Pirata della Strada.




Che poi, il titolo messo così ti fa pensare a un poema che guida una macchina e arrota la gente per poi scappare, ma non lo è, sarebbe stato troppo bello.
Il poema invece c'è davvero, e narra di un bambino, il più piccolo di tre fratelli, che vive felice fino a quando non viene mandato dalla mamma a portare via la spazzatura (perché è il più piccino e i lavori di merda toccano a lui), e un pirata della strada lo mette sotto e l'ammazza.
Il bambino è vestito esattamente come l'autore, anche con gli stessi occhiali da sole, il che fa pensare che forse da bambino una volta è morto, proprio come mio cuggino.



Si, il pippone che state vedendo è quel capolavoro strappalacrime che l'autore non perde occasione di sottolineare. Colui che ha sfruttato l'inconsapevolezza trash di personaggi che lo circondano dimostra di non avere un cazzo da prendere per il culo e mette al mondo questo supplizio per gli occhi e per le orecchie che culmina nel momento della morte del bambino per mano del pirata, per la quale non si è scelto un semplice stacco di montaggio ma la computer grafica. Vi risparmio la tortura della visione integrale e vi rimando al momento che rende quest'opera un capolavoro.

Comunque, la risposta del pubblico è stata positiva:

Se facessi sempre questi video, Alberto, saresti ben più spesso su Darwinite.

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