Ci risiamo, è di nuovo periodo di elezioni e la propaganda sta producendo manifesti elettorali degni della più grande considerazione anche questa volta. Come già ho detto l'anno scorso, la bellezza non è certo una caratteristica fondamentale delle delle propagande, ma questa non dovrebbe essere nemmeno una scusa per fare le cose alla cazzo di cane. Ma ai diretti interessati non importa una bella sega, sono pienamente coscienti che ogni volta l'elettorato sarà costretto a scegliere in mezzo a un mare voluto di oscenità grafiche, facce sbagliate, riferimenti improbabili, slogan disarmanti, errori ortografici e simpatia da cugino scemo. In base a questi precetti anche quest'anno abbiamo del bel materiale da esaminare

Cominciamo subito. Salvatore Mancuso cambia pannolini come non ci fosse un domani, metaforizzando il motto del suo presidente di partito. La politica è merdosa, butta via il pannolino sporco. Poi il bambino cacherà nuovamente, ma è il presente che conta.


Il fratello d'Italia Raimondo Lima scende in campo a Napoli. Ah, no, scusate, è colpa della maglia, in verità scende in campo a Trani, A Napoli ci va solo per mangiare la pastiera.


Ormai celebre l'errore ortografico del leghista umbro Ricci, anche se poi la faccia è quella perennemente schifata dell'onnipresente Salvini


A Chieti Lele Fantasia mette tutta la fantasia possibile e riempie di scritte ogni angolo del manifesto, rendendolo anche grazie ai colori un capolavoro di cupezza.


A Milazzo, se voti Giuseppe Marano, potrai usufruire di un trampolino per fare tuffi rovesciati. Ci si sta anche in due.


Giuseppe Montana si inventa un hashtag lungo un chilometro che nessuno si ricorderà mai, e se lo ricorderà poi sbaglierà a scriverlo.


Salvatore Silvestri di Casavatore sembra essere candidato con tutti gli schieramenti possibili e immaginabili. 


Il pentastellato Ottavio Argenio la butta sul dialetto (non è l'unico), e fa suo un detto di Chieti, se non lo capite c'è la traduzione in inglese.


Aquilini vola in alto. Attenti, tenetevi la pancia: Aquilini ------> aquila -------> volare. Spero non siate scoppiati a ridere in ufficio.


Il milfone da corsa Stefania La Greca si candida in Campania per la Lega Sud, facendo capire quali sono le qualità principali che le permetteranno di avventurarsi nella politica


A consolidare la serietà di questo partito c'è anche la candidatura di Domenico Cozzolino, già famoso per essere stato il fidanzato finto di Noemi Letizia.


Stellato si scatta un selfie col cuore della Puglia, sperando che grazie a questa parola ggiovane nessuno noti il ritaglio e incollaggio della sua silouette, forse fatto proprio a mano come si faceva da bambini coi giornalini dei testimoni di Geova, quando Photoshop non esisteva nemmeno nei sogni.


La grillina Elisabetta Pani si candida in Puglia. Voglio qualcosa di semplice, aveva detto al grafico, e non farmi troppo abbronzata, che non è periodo.


Viadana di Mantova può contare sulla sicurezza infusa dalla figura di Alessandro Teveri, congelato mentre cammina sorridente verso il futuro, oscurando come un immenso sole buona parte dei suoi sostenitori.


Epidermide a puttane grazie ai prodigi di Photoshop per Enricomaria Natale, candidato alle regionali in campania.


A Siena il Rosso è di destra, da sempre, e dato che c'è lo sceglie anche come colore.


Il democratico Filippo Caracciolo se ne esce con un'ideona, regalare ai suoi sostenitori delle faccine stampate da portarsi allo stadio. Come potete vedere ne è uscita fuori una coreografia monumentale.


Claudia Piras NOTA FANGO. Meno chiacchiere...più fatti. C'è qualche altra banalità da aggiungere? Altrimenti andrei.


Beppe Osella si candida a Moncalieri e spara una supercazzola sulla spazzatura, il prosciutto crudo e l'usato sicuro. Ormai che c'era poteva metterci anche un po' di autoironia e parlare anche della robiola.



La veracità non guasta mai, avrà pensato Amato Dipaola di Cerignola, che si lascia andare nel dialetto più stretto mentre ti guarda con l'espressione di chi rilascia un'intervista ad Alfonso Suignorini.


Suo capolista  è Gerardo Bevilacqua:


Che durante la sua campagna elettorale ha partecipato anche a una festa mitica in una masseria a Cerignola, con Lupin come ospite d'onore.


Meraviglioso è Giorgione con le sue iniezioni di fiducia, 


Questa in particolare di iniezioni, rossa tipo siringa lasciata sul marciapiede da un fattone, ispira particolarmente fiducia.


Adriano De Masi si è apena svegliato ed ha deciso subito di schierarsi per Carlo Laurora.


Ma veniamo al numero uno di queste elezioni 2015, candidato sindaco per il comune di Trento, Paolo Primon sceglie una scopa come simbolo della sua campagna


La sua campagna elettorale si svolge interamente sul territorio


E il suo mezzo di trasporto è un risciò scampato alla discarica sul quale ha installato dei pannelli solari per alimentare un'autoradio e pompare musica a tutto volume (cit.).


 Grazie al Risciò è diventato molto famoso nelle cronache regionali.


Ma soprattutto ha uno squadrone di candidati immenso, credo siano almeno il doppio delle cariche che potrebbero eventualmente ricoprire in caso di vincita delle elezioni. qui sotto le facce più significative, qui invece per il resto della ciurma.


E poi si, condivide anche i video di Povia senza la minima vergogna. Insomma, tutto quello che ci si aspetterebbe da un personaggio del suo calibro, lui lo fa. Un politico completo, perfettamente in grado di cavalcare l'onda della nuova politica, una certezza per la città di Trento che non molte altre città possono vantare.


Per Peppino Longo la politica è un bere comune. E sulla tastiera la lettera "N" è ben distante dalla "R", quindi ci sta pure che il tutto sia pure voluto.


Il candidato di Forza Nuova Frattegiani Lando detto Lollo, va sul classico e rispolvera un bel motto e il look minimal dell'amato Duce. La fantasia è sempre stata una caratteristica fondamentale dei fascistoni.


Ma le cose belle di Forza Nuova non sono ancora finite, ci sono infatti questi Buonfrate e Salvatori, i bodyguard della patria candidati in Umbria che non hanno dubbi, il male sei tu, e ti faranno il culo da un momento all'altro. 



La forzista Imma Orilio sa come rendere efficace la sua campagna elettorale. Tuttii giovedì trecento Heineken a scrocco per chiunque si presenti a sentire i suoi discorsi, che da ubriachi risulteranno sicuramente memorabili.


Putin è un idolo per tutti i fascistoni che vedono in lui un Duce al comando di una superpotenza, e non si sono fatti scappare l'occasione di candidare un omonimo. A Vicenza infatti potranno nientemeno che scrivere Putin sulla scheda elettorale, e poi correre nel primo cesso a farsi un raspone per la combinazione esplosiva cognome autoritario/bella topa generata da questo voto chimerico.


Ancora una geniale trovata per Filippo Caracciolo, quello delle faccine. Questa volta c'è la sagoma tipo Disneyland per farsi la foto, peccato che le proporzioni totalmente sbagliate ti facciano poi assomigliare a un Gumba.


Sabino Zinni, candidato alle regionali in Puglia per la lista Emiliano, sceglie uno stile grafico essenziale, perché "less is more".


Forza Nuova sembra non voler smettere di regalarci vere e proprie perle. Questa volta tocca a Mirko Giannino detto Er Cikkilavoratore e padre di famiglia civitavecchiese oltre che candidato sindaco, che sfrutta la stessa metafora della scopa di Primon e dei cinquestelle della prima ora, corredando il simbolo della scopa che spazza via i ladri con una vera e propria divisa total yellow da netturbino.


I leghisti palermitani pongono l'argomento delle adozioni gay con questo slogan, perché è inconcepibile che due persone dello stesso sesso adottino un bambino. Che invece un siciliano voti Salvini invece è frutto di un ragionamento più che logico.


Il fratello d'Italia Schifone si candida nonostante il suo cognome faccia parte di tutti quei cognomi controproducenti per la politica.


La Brigliadori si candida con i verdi e un santino elettorale che nemmeno al laboratorio di informatica di una scuola media.


La lista Laurora, che sopra ha già sfoggiato grandi cavalli di battaglia, si arricchisce del grandissimo Befano.


C'è un candidato alla regione che non le manda a dire dietro, è Giovanni Lamioni che con i suoi manifesti che sfruttano i più consumati luoghi comuni ci dimostra la sua passione per la Toscana



Laura Capella si accovaccia dietro a due palle luminose e ci dice che la politica è la sua passione.


Michele Spagnuolo (detto Alex) non sa se vincerà le elezioni, ma ha la certezza di avere i capelli più crespi di tutto il panorama politico italiano.


Flora Beneduce è voi. Complimenti, avete una bella acconciatura.



Il post è ovviamente soggetto ad eventuali aggiornamenti.





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