Sulla pagina facebook ufficiale dell'Expo (quasi un milione di contatti), sono comparsi questi rendering allucinanti, dove all'interno di ipotetici ambienti della fiera sono stati incollate delle figure ritagliate alla cazzo, senza regolare la luce, che nella migliore delle ipotesi sembrano stazionare a 5 centimetri dal suolo. Cioè, robe che davvero i miei fotomontaggi son fatti parecchio meglio.
Guardate per esempio la foto qui sotto, un mare di persone messe a caso in una stanza, fra le quali spicca il ragazzo flottante sulla sedia a sinistra che sembra ritagliato col trincetto e la bambina al centro, anch'essa flottante, che guarda due uomini agitare un telo sotto le luci di un'astronave aliena.


Una comitiva di turisti illuminati di luce propria si avvicina, senza ombre, a un padiglione immerso in un bosco immerso in tre stagioni diverse contemporaneamente.


Siamo di nuovo all'interno di un ambiente dove un damerino galleggiante ci attende guardandoci, come per darci il benvenuto nel mondo delle sproporzioni, alla sua sinistra una ragazza lo fotografa fluttuando almeno trenta centimetri dal suolo, forse per cercare l'inquadratura perfetta. Alla sua destra troviamo invece, leggermente staccata dal gruppetto, una ragazza che vittima della bacchetta magica si ritrova una spalla e mezzo braccio che sembrano presi a morsi da un cavallo.


Altro bellissimo ambiente sorvolato da megapeperoni, nel quale ritroviamo il ragazzo flottante della prima foto che compie il miracolo di stare seduto senza niente sotto al culo, sostenendosi solo su un tallone appoggiato sul bordo della poltroncina in primo piano. Una bionda di tre metri vestita di giallo guarda una cascata di olio fuoriuscire dal soffitto, anche qui di ombre nemmeno l'ombra.


Nella sala congressi illuminata dagli alieni c'è un pianoforte buttato sopra alle sedie, e un pubblico non troppo folto lo ascolta suonare mentre un paio di persone guardano il soffitto, e la ragazza che fotografava da trenta centimetri da terra scatta qualche altra foto in bilico sugli schienali. Questa volta le sedie hanno l'ombra, contrariamente agli esseri umani che continuano a non averne. Ma forse a Milano l'ombra non va più di moda e la gente non se la porta dietro.


Nella stanza della biodiversità troviamo i guardatori di soffitti che ammirano delle megaverdure sospese nel cielo, mentre un altro esamina attento della gramigna coltivata su un tavolo.
Sullo sfondo, forse, un contadino catapultato nel futuro da un varco spazio-temporale che si è aperto a tradimento nel suo orto.


Ma forse tutto questo l'hanno fatto i bambini di una scuola media. È il progetto di un laboratorio e l'Expo ha pubblicato i loro lavori su Facebook.
Ok, lo so, è una speranza vana, e la verità è che tutto questo avrà pure avuto un costo.

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