È finita, il capolavoro di Lory Del Santo si è concluso continuando l'inesorabile parabola decrescente imboccata dopo i primi episodi. 
La puntata comincia con due perfetti sconosciuti, marito e moglie, che si svegliano. Il marito chiede alla moglie se può portare il bambino a scuola, a lui farebbe piacere, ma lei ha troppi impegni, tipo la manicure. Quindi entra in scena la Lady, che si affida al truccatore e parrucchiere (frocissimi, giusto per non scadere negli stereotipi) per darsi una sistemata per una non precisata manifestazione.
Non precisata come tutto in questo film, tipo la coppia di coniugi che ha aperto la puntata, e che torna in scena adesso. Il marito fa flessioni sul terrazzo, la moglie gli dice che sta invecchiando. Altro breve intermezzo con la protagonista che si prepara per andare da qualche parte, praticamente non fa altro dall'inizio, e poi si torna dai due nuovi amici che la Regista ha deciso di farci scoprire solo alla fine. La moglie, tardonissima e rifatta, parla con un maruzzello anche lui mai visto prima, e si scopre che nei paraggi c'è la bionda dalle puppe enormi, a tutt'ora detentrice del trofeo per la taglia più grossa di reggiseno di tutto l'universo DelSantiano, e che la tardona ha nientemeno che affittato la sua magione per il servizio fotografico a lei dedicato, perché le piace nuotare nel lusso. Quanto potrà mai guadagnare dall'affitto di una villa per un pomeriggio? Sicuramente abbastanza per nuotare nel lusso almeno un quarto d'ora. Il maruzzello poi va a telefonare sulla spiaggia, luogo preposto a questa cosa insieme alle terrazze, e chiama la Lady per farsi fare una ricarica, lei gli dice di si ma vuole che lo vada a trovare, poi lui chiama la puppona dicendole che il giorno seguente farà l'assistente fotografico AL SUO CORPO, lei ride e chiosa con un "sei spiritosso".

Di nuovo la tardona, che arriva a casa con un'amica più vecchia di lei. Scendono di macchina e la vecchia le chiede se ha intenzione di stare col suo ricco marito per tutta la vita. La risposta è ovviamente no, perché lei segue il vento, ed è qui che la vecchia si rende conto di aver fatto una cazzata a stare 40 anni con lo stesso uomo. Poi entrano in casa, o meglio, la tardona entra in casa, perché della vecchia non c'è già più traccia. Però c'è un babbazzo sul divano, che sottolinea nuovamente QUANTO LEI VIVA NEL LUSSO, anche se il divano dal quale parla sembra trovato all'isola ecologica. Ovviamente, questa è una visita galeotta e lui se ne deve andare perché sta ritornando quel cornuto di suo marito, subentrato sul finale dell'opera ma già in vetta alla classifica dei cornuti, secondo solo a Vitagliano che ancora non s'è fatto vivo, ma che per come è stato bastonato in fino ad ora risulta irraggiungibile. La tardona incita il babbazzo ad andarsene, lui se ne va provando ad annusarle una spalla, ma lei lo caccia.
Momento della sega mentale intimista della protagonista, che appare sempre più sporadicamente per lasciare spazio a questa tardona del cazzo che probabilmente è il suo alter ego da vecchia, e poi sta alla biondona dalle mammelle infinite, che posa per questo famoso servizio fotografico nella villa della nuova protagonista del film.
Qualche minuto di materiale riempitivo per allungare il metraggio, con pose e rumore di scatti fuori campo, poi un dialogo con la padrona di casa

Puppona "Ciao Maria"

Tardona "Ciao Giselle"

P "Mi sto arriposando un po', farre foto estanca"

T "Ci credo, mamma mia, NON VORREI ESSERE AL TUO POSTO"

P "Tu sei sissiliana? Come mai qua en America?"

T " Mi avevano detto che qua ci sono tanti miliardari, così sono venuta a cercarne uno"

P "Eh, mi sembra che ce l'hai fatta"

T "Si, ho realizzato tutti i miei sogni, senti Giselle, sto organizzando un party PER POCHI INTIMI, 200, 300 PERSONE, ci vediamo dopo"

P "Ok a dopo"

Quindi, dopo questa ennesima puntualizzazione su quanto sfarzo circondi questa tardona, tocca al marito, che riflette su come gli convenga continuare a tenersi quel carrozzone che ha sposato, altrimenti si prenderebbe la metà di quello che ha. Le donne in questo film sono davvero il sesso forte.
La scelta registica di infilare personaggi sconosciuti continua imperterrita, e tutto d'un tratto compare una pseudostilista che parla con la lady mentre maneggiano delle tazzine da caffè vuote, ma forse negli ambienti altolocati usa così. Una risata, e poi si appoggiano le tazzine vuote sulla bocca, probabilmente un altro atteggiamento vip a me sconosciuto.
Di nuovo quel povero cristo del riccone cornuto, che mentre beve un'Henieken chiama una certa Amanda, copia meno incartapecorita di Donatella Versace. Nemmeno il tempo di articolare un discorso che è il momento di una zoomata all'ultimo piano di un palazzo, e poi la Lady vicino al suo autista che le fa "la porto al suo ristorante preferito?" "NO PORTAMI ALL'AEROPORTO VADO IN BRASILE". Il nonsense può essere una ragione di vita anche se ne ignori l'esistenza.
Di nuovo materiale riempitivo con la puppona che posa, poi si sente con la Lady e le dice che dato che è a Hollywood proverà a fare l'attrice. L'altra si meraviglia, "come, l'attrice a Hollywood senza aver studiato?" Ma lei ha grandi doti naturali, più o meno grandi come due borse del supermercato, e quindi può fare quello che vuole.
Incredibilmente torna in scena la segretaria, che camminando su tacchi altissimi lungo un viale alberato come una battona riflette sul suo amore, e sul fatto che lo deve mandare in culo indovinate per cosa? Per uno con i soldi.
Questo è quanto è successo nell'ultima puntata, prima di arrivare al finale, lasciato alla Lady e il suo uomo, Vitagliano, col vestito da padrino della cresima del suo cugino più piccolo. 

Primo piano di Vitagliano. Passerella della Lady che si avvicina, dice "ti amo" e torna indietro, poi si gira, dice tre volte "ti amo", si gira ancora, e ridice "ti amo"

Stacco.

Un'altra giravolta e poi "ti amo" fuori sincro. Poi una corsettina prima di dire "ti amo".
Adesso è in fondo alla stanza, e sta a Vitagliano parlare: "TI VOGLIO" (l'avevamo capito) " cerco la verità nelle tue parole" (sei proprio un poveretto) "mi hai fatto tante promesse" (appunto) "ti amo" "ti amo" "ti amo" "ti amo" "ti amo" "ti amo" "ti amo" "ti amo" "ti amo" "ti amo" "ti amo" "ti amo" "ti amo"

Supercazzola di lei: "Cerco protezione, comprensione, sicurezza, voglio potermi fidare"

 Vitagliano disorientato dall'ennesimo, spiazzante, luogo comune esordisce in un tristemente sincero "vorrei farti un regalo, qualcosa di grande, qualcosa di raro", nota filastrocca che i bambini del suo paese dicevano alle bambine prima di tirarsi fuori il cazzo, con la differenza che però, questa volta, tira fuori un mazzo di rose, ormai spoglio di ogni virilità anche infantile e completamente succube della topa.

Lei annusa le rose, lui le butta per aria, poi la prende in braccio e gira su se stesso, mentre va una riflessione sull'amore. Che cos'è l'amore? Tante storie, tanti enigmi, tante soluzioni, ma che cos'è l'amorFINE.

L'ambientazione onirica di questo finale voluta dall'autrice non trova alcuna credibilità nei riscontri della storia, dove la protagonista non ha fatto altro che farla annusare all'uomo oggetto per poi rimetterlo nell'armadio. Dopo tutto questo, questa conclusione non può essere credibile, nemmeno se fosse un sogno comune di due innamorati. Questo è il semplice sogno di un uomo solo, che poi si sveglia a cazzo ritto ed è obbligato a mungersi per affievolire la rabbia di un amore non corrisposto.

Lusso, sfarzo, potere, bellezza, sono le caratteristiche principali della storia scritta dalla Del Santo, ma alla fine qual è l'unica cosa esclusiva della protagonista? Quella cosa che la differenzia dal resto dei personaggi, che non sono ricchi come lei ma che grazie alla sua magnanimità usufruiscono degli stessi suoi privilegi? È che mentre gli altri sembrano potersi trombare fra si sé come meglio credono lei può farsela annusare fino a ridurre un cristiano all'autoerotismo più violento.



Ma poi, dove sono andati a finire lo sfregiato che spiava fin dalla prima puntata? E i soldi nella cassetta di sicurezza? E il siciliano che parlava al telefono? E Chang? E Samir? No, via, per favore, #Loryabilitaicommenti 



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