L'usanza è principalmente statunitense: l'utilizzo dei social per dimostrare quella grande amicizia possibile fra uomo e donna, ma che in realtà è amore represso dall'uomo.

Succede quindi che, pur di stare accanto all'amica speciale si accetti di farsi sbattere nella pubblica piazza in atteggiamenti da zerbino, tipo durante un massaggio ai piedi, o mentre si cucinano dei biscotti che poi, magari, mangerà col suo ragazzo. Ma c'è chi si è spinto oltre, in questo mondo esiste chi ha regalato l'anello di "friendship engagement", o addirittura una macchina, con tanto di ringraziamento del fidanzato (in questo caso però voglio mantenere il beneficio del dubbio, anche solo per lasciare accesa una speranza per il futuro della specie).

Insomma, per molti uomini chiederla alla ragazza della quale si è innamorati non è mai stato facile, sono sempre esistiti quelli che fanno gli amici speciali, i confidenti, e che poi tornano a casa e si rifiniscono dai rasponi. 
Ma adesso, con Facebook, la loro situazione è drammaticamente peggiorata. Se prima tutto rimaneva nei confini del gruppo di amici, adesso la condizione di zerbino del ragazzo che vorrebbe chiedere ma non riesce, e vede la donna della quale è innamorato bombata da chiunque non sia lui, è tragica. 
Per lei, metà di una coppia di fatto senza fatti, è normale pubblicare sui social tutti i momenti più intimi della loro amicizia, a dimostrazione dell'indistruttibilità di questa. Lei lo fa apposta, Facebook è in questo caso la seconda mandata porta alla stanza dell'amicizia che non si aprirà mai più. Ora tutti sanno la natura del loro legame e niente potrà variarlo.
Il social network condanna l'uomo succube, che fino ad oggi raramente riusciva a ribaltare la situazione, a uno tsunami di autoerotismo eterno.

















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