Le Olimpiadi sono al giro di boa e in mezzo a tutto quel mare di atleti c'è una quantità di fica che a primo acchito non si immaginerebbe. L'abbigliamento degli sport invernali non aiuta ma vi posso garantire che sotto a quelle giacche a vento si celano delle bambine da infarto. Anzi, ve lo faccio vedere.

Cominciamo con l'unica categoria degli sport invernali dove le bimbe son meno vestite: il pattinaggio di figura. Lei è Kiira Korpi, venticinquenne finlandese, e chi non la sposerebbe entro stasera?



Rimaniamo sui pattini e andiamo in Asia, ecco la coreana Kim Yu-Na, campionessa olimpica in carica di anni ventitrè:


Il salto dal trampolino femminile è una delle nuove discipline, fra tutte le atlete spicca per evidenti motivi Irina Avvakumova, ventiduenne (sposata) di Mosca:


Con lei si inizia la carrellata delle padrone di casa. La Russia è una potenza delle Olimpiadi invernali e per l'edizione di casa sfoggia uno squadrone di belle tope in grado di giocarsela con il resto del mondo.

Signori, vi presento la squadra di Curling femminile russa grazie alla quale smetterete di prendere per il culo questo bellissimo sport

Anna Sidorova, ventitreenne di Mosca:


Alexandra Saitova, ventunenne, sempre di Mosca:



Ekaterina Galkina, venticinquenne, di Mosca anche lei


Per conoscenza inserisco anche qualche foto di Ludmilla Privivkova, ventisettenne anche lei di Mosca e facente parte della squadra di Vancouver 2010, per formare il dream team ideale.


Nella pagina Facebook della squadra è stato chiesto ai fan quale sia la loro giocatrice preferita, le due con i voti più bassi sono quelle che non si sono spogliate. L'amore dei tifosi va guadagnato.


Puoi cominciare a pensare a una scusa da raccontare a tua moglie quando ti scoprirà appassionato di Curling, dato che fino a ieri ne hai parlato di merda.

Adesso cambiamo sport, ecco a voi Anna Prugova, portiera della squadra di Hockey su ghiaccio femminile della Russia, vent'anni, di Kabarovsk:


Ekaterina Stolyarova è un'adorabile sciatrice freestyle specialità Gobbe, venticinque anni, di Chusovoy:


L'ultima atleta che presento dello squadrone sovietico è Tatiana Borodulina, ventinovenne pattinatrice dello Short Track, di Omsk.



Togliti immediatamente dalla testa quei capezzoli o non dormirai stanotte.

Ma torniamo al resto del mondo, la medaglia d'oro del SuperG Anna Fenninger, austriaca di ventiquattro anni, è anche una gran fica:


Anche in versione leopardata per la salvaguardia della specie.

Arriva dalla Norvegia, per la precisione da Kongsberg, questa bambolina bionda di vent'anni. Si chiama Silje Norendal e col suo visino dolce contrasta l'esuberanza dei troion delle ragazze russe riportando il fattore innamoramento a livelli altissimi.


Sempre dallo snowboard arriva un'altra creatura incantevole, vincitrice di un oro a Vancouver e di un argento a Sochi, l'australiana Tora Bright oltre a essere bona va anche forte da fare schifo, e dopo aver gareggiato si rinfresca in un bidone della spazzatura riempito di acqua fredda come si vede nell'autoscatto qua sotto preso dal suo profilo Twitter.


Concludo la carrellata con la sciatrice libanese Jacky Chamoun, qualificata per il Gigante e cinquantaquattresima a Vancouver, ha dato scalpore per il topless nel video del backstage di un calendario che ha fatto tre anni fa. Nel calendario non è in topless ma nel video si vedono far capolino i capezzoli un paio di volte, e siccome dalle sue parti le zinne non le vogliono proprio vedere il ministro dello sport ha incaricato il comitato olimpico libanese di indagare e prendere provvedimenti per non danneggiare l'immagine del paese.
Comunque la bimba si è scusata e non è stata esclusa dai giochi, prenderà parte alla sua gara e se anche non farà meglio del cinquantaquattresimo posto di Vancouver non importa, per il suo ardire è la vincitrice morale della gara delle belle tope di Sochi 2014


Il video incriminato:


Insomma, a Sochi sembra proprio che ci sia del buono. Questa selezione poteva essere ben più lunga, ho messo solo le mie preferite (fra le quali tutte quelle più nude), ma vi assicuro che ce ne sono molte altre. 
Che la storia butti bene lo conferma anche la notizia che è stato battuto il record di preservativi distribuiti gratuitamente agli atleti, circa 100.800 che diviso per i 3000 partecipanti fa una media di 35 a testa. Dice che a Londra furono di più ma gli atleti erano più del triplo e in percentuale vince la Sochi alla grande.
Ora capisco anche perché alle Olimpiadi l'importante è partecipare.

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