Guardate questo:


Sono gli anni '80, il periodo che si è contraddistinto come contenitore di tutto il brutto che l'uomo potesse  concepire, l'esagerazione è stata talmente tanta che quello che c'è stato di bello fatica ad emergere.
Tutto è stato oscurato da piumini, felpe, stivali americani e non certo libici, pantaloni da acqua in casa e camicioni e giaccone con spalline che rompevano le forme delle donne, con la controindicazione di ritrovarsi al sabato sera con un tegame nel letto che prima di essere denudato risultava ingiudicabile. Viene quasi da pensare che le donne in quegli anni si siano coalizzate, che il vero femminismo non sia stato negli anni '70 ma negli anni '80 quando anche le belle fiche si vestivano con dei tendoni da circo per risultare uguali ai tegami e di conseguenza spartirsi gli uomini.

Forse.

Ma il problema oggi non si porrebbe più, perché le donne son sempre più nude e da allora di acqua ne è passata sotto i ponti, non fosse altro che per una cosa: il revival.
Il revival è quella cosa che arriva in genere dopo 25 anni dalla fine di un periodo, in genere viene lanciato dalla televisione, ma in questo caso ci sono anche altri precisi responsabili: le donne che avevano 20 anni negli anni '80. L'inarrestabile passare del tempo provoca in queste eterne ragazzine una malinconia irrefrenabile di quel periodo dove le tette stavano su da sole, ma se anche non ci stavano non c'erano problemi tanto sembravano tutte degli assi da stiro.
Capisco che sia bellissimo ricordare la gioventù, ma ci vuole anche un minimo di razionalità per rendersi conto che, se quello che è bello agli occhi di un ragazzino a un grande fa quasi sempre schifo c'è un motivo, e non può continuare a scassare i coglioni a decenni di distanza.

A questo punto lancio un appello:

Tu, quasi cinquantenne che vivi il ricordo di quando nell'85 eri una Squinzia che ascoltava Wild Boys e pomiciavi sopra la Zundapp del Gran Gallo dietro il Burghy di Piazza del Duomo a Milano, anche se in quegli anni sei stata bene come non mai, renditi conto che non puoi (devi?) crescere tua figlia con la colonna sonora della tua gioventù, altrimenti qui non ci leveremo mai dal cazzo i Duran Duran, i Pet Shop Boys, gli Spandau Ballet, con le loro capigliature, il loro abbigliamento e quant'altro ci sia di inguardabile e inascoltabile. Tanto ormai Simon le Bon non lo sposi più.

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