Niente più motori a Bologna, il salone dell'automobile più importante d'Italia, che si teneva ormai da 37 anni, quest'anno non aprirà i battenti. La causa? I marchi automobilistici non hanno confermato la loro presenza, la crisi ha annientato anche questa storica manifestazione.

Si, perché se non ci sono i marchi che espongono le loro novità una manifestazione del genere non ha ragione di esistere.

Ma andatelo a raccontare a qualcun altro per favore, non lo venite a dire a me che al Motor Show ci sono cresciuto! Io, come tutti i miei amici appassionati di motori, al Motor Show ci andavo per un motivo ben diverso: la Topa.
Si, è così, qualsiasi manifestazione automobilistica è farcita di topa fino all'esasperazione, è questo il motivo principale per il quale un adolescente può facilmente scoprirsi appassionato di moto e macchine di qualsiasi genere nel breve arco di tempo del ponte dell'otto dicembre. L'immacolata concezione della passione per i motori del giovane italiano passava spesso dal parco fiere di Bologna, dove gli autobus arrivavano stipati di ragazzini pronti a tutto pur di prendere l'adesivo della Marlboro dalle mani delle hostess selezionate accuratamente dall'organizzazione.

Qualcuno di questi ragazzini portava con se anche una macchina fotografica compatta.
Quello che state per vedere è un misto dei miei reportage al tempio bolognese dei motori, le foto più giovani risalgono al massimo alla metà degli anni '90, poi dopo ho detto basta.

Eccole qua, le hostess:

La prima sembra dire "Ciao sono Marlboro, ti prego spogliami e appiccicami addosso più adesivi che puoi poi strappameli via coi denti e dopo scopami sotto al bancone"


Quell'anno gli adesivi erano particolarmente brutti ma ricordo di averli graditi comunque molto.



Ma il Motor Show non era soltanto Marlboro, c'era anche molto altro:

"Ciao, sono Chesterfield, vuoi sposarmi immediatamente ed avere 3 figli entro la prossima edizione? Possiamo scegliere la nostra station wagon e il seggiolone per i piccoli anche subito."


Senza nulla togliere alla Chesterfield e ai suoi adesivi ma alla Marlboro ci sapevano fare molto di più.


Ma il Motor Show dava il meglio di sè negli stand più piccoli, lontano dai grandi sponsor, dove era possibile osare ancora di più e il pubblico si accalcava sotto i palchi senza nemmeno la scusa di voler riportare a casa più adesivi possibile.
Era qui che se avevi una macchina fotografica potevi riportare a casa il sogno della donna perfetta.







Parti del corpo di tutti i tipi da ricomporre sul volto della signorina Chesterfield se sognavi una famiglia, o Marlboro se sognavi una notte di fuoco. Cosa volere di più? Una Ferrari? Nemmeno quella di Mansell poteva reggere il confronto.

Per questo scatto in particolare ricordo che il fotografo che sviluppò le foto (amico di mio padre) si complimentò con me per "Aver colto un grande spaccato di fica ".


C'era anche la Regina della giungla, che per l'occasione andava in giro su un Malaguti Phantom completamente aerografato.


E se ci fosse stato un qualsiasi problema di ordine pubblico ci sarebbe stato l'esercito a proteggerci.


La sera arrivava sempre troppo presto in questo meraviglioso tempio dei motori, e prima di andare via c'era una cosa obbligatoria da fare: il calendario personalizzato.
Alcuni geni del marketing si inventarono una redditizia attività per i giorni della manifestazione, e affittarono uno stand al padiglione sulla destra appena dopo l'ingresso principale, quello a due piani. Erano probabilmente gli stand meno cari di tutti, intorno a loro c'era il mercato dove potevi comprare il portachiavi della Ducati o il cappellino della Pirelli, e loro piazzarono lì un divano, comprarono una polaroid, e pagarono tre strappone per posare insieme ai buongustai che si ritrovavano lo scatto incollato su un calendario costituito da una stampa dei mesi dell'anno su un cartoncino bristol. Spesa viva stimata per ogni copia Lire 2.000. Costo della copia all'acquirente lire 20.000.

Qui sotto alcuni esempi di fotografie da calendario del Motor Show. I volti dei protagonisti sono stati censurati onde evitare eventuali problemi con le attuali famiglie.


Io al Motor Show ci sono andato per tanti anni, e se vogliono farmi credere che il problema è dato dal fatto che la BMW, la FIAT o la Daewoo non vogliono più investirci devono anche farmi credere che un pelo di fica tira meno di un paio di buoi.

Può interessarti anche: