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Il Rocket Festival, la festa tailandese dove tutti possono lanciare il proprio razzo

Paese che vai, usanza che trovi. Ecco, in Tailandia (ma anche nel Laos) questa usanza consiste nel lanciare i razzi fatti in casa. Si tratta dell'evoluzione di una festa buddista legata alla fertilità, che ha anche una funzione propiziatoria per la semina che comincia immediatamente dopo. La festa dura in genere tre giorni, il primo giorno si canta e si balla, il secondo giorno si canta e si balla su dei carri, il terzo giorno si sparano in cielo razzi da fare invidia a Kim Jong-Un, che possono essere di forma classica oppure delle enormi eliche che salgono in cielo roteando e lasciandosi dietro un mega festone fatto di fumo densissimo. La propulsione è data dalla cara e vecchia polvere nera, tanto efficiente quanto pericolosa.

Ma adesso basta con le spiegazioni, lasciamo la parola alle immagini:


I razzi hanno anche un paracadute per non farli ricadere a peso morto sulla testa del pubblico, che in questo modo ha più tempo per scappare.


Ma a volte non serve, perché salta per aria tutto prima di partire.


La festa si tiene con le stesse modalità anche nel Laos, dove però sono più propensi al lancio di razzi tradizionali appoggiati su rampe di legno.


Qui un interessante contributo sulla bellezza della festa che si tiene fra un lancio e l'altro. La giostra per i bambini è più pericolosa di tutta la polvere nera pressata dentro ai razzi.


Infine un filmato girato coi droni che permette di capire bene quanto cazzo di fumo facciano questi cosi e quanto vadano in alto. Se non scoppiano a terra, ovviamente.


Vi è venuta voglia di andare? Vi capisco, per questo ho qui pronto per voi il sito del turismo del Laos.
Il burnout finisce male

L'America è la patria delle Muscle Car, macchine nate alla metà degli anni '60 per bruciare gomme e benzina, non avevano nessuna altra qualità se si esclude l'estetica. Motori con cilindrate da camion scaricavano a terra potenze pari a quelle dei nostri 2000 dell'epoca, se però si spalancava il gas le gomme giravano a vuoto come trottole. 
Ancora oggi queste auto sono insostituibili per questo tipo di tamarrate, ne è una chiara dimostrazione la Chevrolet Chevelle di questo video, che per mano del suo proprietario da vita alla sua esibizione nel bel mezzo di una strada. Poi deve fermarsi a causa di una pistola puntata in pieno volto.

Sua madre vuole delle foto serie per la sua laurea e lei l'accontenta

Delaney Henry, studentessa della North Carolina, arrivata alla laurea si è sentita fare una richiesta abbastanza plausibile dalla madre: "per favore potresti farti delle foto serie una volta laureata?"
Lei non ci ha pensato due volte, è andata in un bel campo pieno di fiori gialli, ha indossato il tocco e si è fatta fotografare mentre piena di ispirazione si gode il felice momento accarezzando i fiorellini con due manine da bambola. No, non è un modo di dire, ha preso proprio due manine di una bambola e le ha fatte sbucare dal mantello, creando un effetto visivo stupendo. Io, che amo questa geniale soluzione fin dai tempi di One Tiny Hand, sono rimasto estasiato, e non sono l'unico dato che dalla pubblicazione sul suo profilo Facebook le condivisioni sono più di centomila. Tutte meritatissime.






L'unica cosa brutta è che ne ha fatte solo cinque, se ne avesse fatte cinquanta sarebbero state comunque tutte belle.
Russi che vorrebbero picchiarsi ma non ce la fanno perché sono troppo ubriachi

È semplicemente come ho scritto nel titolo, non ce la fanno, al massimo riescono ad abbracciarsi. Poi a un certo punto arriva uno di quelli che stavano a guardare e gli lasci andare due destri nel viso per calmarli, e ci riesce. Allora si vanno a sedere, la situazione adesso è tranquilla, anche i bambini possono avvicinarsi.
Tutti e due indossano la divisa Adidas di ordinanza.