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Roberto Esquivel Cabrena, l'uomo col cazzo più grande del mondo

Avere un cazzo come un braccio di un bambino è già considerabile un traguardo importante, alcuni potrebbero anche cominciare a spaventarsi, figuriamoci quando arriva uno che ce l'ha come il braccio di un adolescente di robusta costituzione. Quello di Roberto Esquivel Cabrena, messicano di 52 anni, è così. Quarantotto centimetri di lunghezza per due chili circa di peso sono una misura da far impallidire qualsiasi altro recordman. Il suo cazzo è talmente grosso che gli rende impossibile la vita sotto molti aspetti, vive di espedienti ed è costretto, come si vede nelle foto, a tenerlo costantemente fasciato. Provate a immaginare cosa potrebbe provocare lo sfregamento costante coi vestiti e le gambe di un cotechino del genere e capirete. Perché a lui il cazzo gli arriva davvero sotto al ginocchio, non è un eufemismo.
Non potendo lavorare si arrangia come può, ma non vuole operarsi per ridurlo come gli è stato consigliato dai medici. Spera di entrare nel Guinness dei Primati come cazzo più grosso mai visto sulla terra, di andare in America per trovare una donna "della taglia giusta per lui" e buttarsi nel porno. Intanto percepisce un sussidio di invalidità dallo Stato messicano. In pratica il suo lavoro è prendersi cura del suo mostruoso pingone e portare pazienza. Anche perché è impossibile svuotare bene un cannone del genere, e le infiammazioni delle vie urinarie diventano cosa quotidiana.





Questa è una radiografia del randello, in pratica l'80% di quello che vedete è carne che è cresciuta intorno al suo arnese, che rimane all'interno e di dimensioni assolutamente normali.


C'è anche un breve documentario che racconta la sua storia, dove oltre a quello che ho scritto afferma di aver avuto problemi con la legge in America negli anni '90, perché sfoderò la mazza a due ragazzine che stavano aspettando l'autobus. Erano giovani, dice, ma sembravano più vecchie di lui.


Roberto, ti faccio i miei migliori auguri, ma con un precedente del genere non sono così convinto che gli americani ti riprendano tanto volentieri. 
Animali che odiano Donald Trump

C'è questo video che gira da qualche giorno, dove una serie di animali si infastidisce notevolmente alla vista del nuovo presidente eletto dagli americani. I migliori sono come sempre i gatti, perché immediatamente violenti, ma ce ne sono per tutti gusti. Insomma, l'aquila che provo a dargliele di persona non è l'unica a pensarla così.

Il Festival Vegetariano di Phuket è un inferno di dolore

A Phuket, uno dei paradisi più famosi della Tailandia, una volta all'anno si tiene il Festival Vegetariano. Niente di particolare, almeno nelle regole base. In pratica l'antica tradizione cinese che l'ha tramandato fino ad oggi impone che al nono mese lunare del suo calendario, gli abitanti dell'isola si vestano di bianco e si tengano lontani da carne, alcol e sesso. Gli Dei vengono invitati a scendere sulla terra e gli spiriti maligni vengono scacciati facendo più casino possibile con tamburi e fuochi d'artificio. Fino a qui sono tutte cose comuni a molti riti, c'è però una particolarità nelle autoflagellazioni dei partecipanti.
Di cose strane se ne trovano anche da noi, basti pensare ai Vattienti di Nocera Terinese, o ai Battenti di Guardia Sanframondi, che si distruggono petto e gambe flagellandosi con simpatici tamponi di sughero e vetri rotti. I tailandesi però vanno ben oltre, ci sono infatti dei prescelti che si dividono in due categorie: quelli che hanno culo e quelli che hanno dato proprio di merda. I primi sono posseduti dagli spiriti degli Dei per presunte qualità morali, i secondi hanno ricevuto un presagio di sventura e, se ne vogliono levare le gambe, la devono ricacare duramente.
A loro sono riservati tre metodi di ripulirsi l'animaccia macchiata dalla sventura, il primo è la classicissima camminata sui carboni ardenti (roba alla quale il buon Mino D'Amato ci ha abituati fin dal 1985), oppure possono frustarsi la schiena con degli stracci intrisi di olio bollente (la cosiddetta balneazione nell'olio bollente), altrimenti c'è il metodo più caratteristico, che consiste nell'aprirsi le guance e infilarcisi dentro l'inverosimile. Va bene tutto, sedie, coltelli, fucili, chitarrine, spade, pompe di benzina, ombrelloni, trapani, pistole, ananassi, seghe ad arco, cerchioni in lega. Insomma quello che c'è a disposizione. 
Raggiungono una trance intonando una cantilena, e poi via a trafiggersi con le cose più stupide del mondo. Date un'occhiata:

































La leggenda vuole che le ferite si cicatrizzino da sole appena finito tutto, e chi sono io per non credere alle leggende? Nessuno, infatti sono certo che i chirurghi tailandesi colgano l'occasione per andare tutti in ferie nei giorni del festival, data la carenza di lavoro.

Foto via Google Immagini.
L'incantevole pubblicità di un chiosco russo

Ricordate Rasputin dei Boney M.? È il tema della colonna sonora di questa stupenda pubblicità, che riprende il video originale anche con la coreografia dei protagonisti. Il testo invece è diverso, parla della giornata tipo di un russo che si sveglia la mattina e vuole bere, ma non ha niente da mangiare. Per bere si intende ovviamente vodka, e siccome se i russi (che possono sembrare degli irresponsabili ma non lo sono) se non hanno da mangiare non bevono, ecco entrare in campo il chiosco, sempre pronto a fornire qualcosa di adeguatamente grasso per foderare lo stomaco e riuscire a bere ancora di più.
Non sono cazzate che mi sto inventando adesso, è tutto vero, ho avuto modo di sperimentare il tutto alle cene coi parenti della mia amica ucraina, che ha tradotto anche questo testo.

Il gatto interruttore


Non lo trovi all'Ikea, è un raro dono della natura, che ogni tanto fa nascere un gatto con una presa elettrica a 220v nella schiena, per attaccare gli abat-jour.